Infarto in fabbrica operaio salvato dai colleghi di lavoro

SAN ZENONE. Operaio della Pati Plastic colpito da infarto e salvato dai colleghi. Luciano Minato, 50 anni, residente a Romano d’Ezzelino, ieri mattina si è accasciato improvvisamente a terra. Non hanno perso tempo i colleghi che gli hanno praticato subito il massaggio cardiaco in attesa dei soccorsi. Poco dopo le 9 alla Pati sono arrivati medico e infermiere del Suem 118 di Crespano. Il cinquantenne era in condizioni disperate. Dopo essere stato rianimato e sedato è stato trasportato d’urgenza con l’elisoccorso al Ca’Foncello di Treviso dove si trova ricoverato in Rianimazione: lotta per la vita. Luciano è un operaio modello, apprezzato da colleghi e titolari. Da oltre 20 anni lavora nella ditta di via Beltramini. Come ogni mattina anche ieri alle 8 aveva regolarmente iniziato il suo turno. Stava camminando all’interno della fabbrica quando ha perso i sensi. «Era tranquillo, come sempre», racconta l’amministratore delegato, Maurizio Zanon, «All’improvviso è stato colto dal malore». All’interno della fabbrica, dove si producono materie plastiche, è scattata la procedura per le emergenze. Un collega che si trovava a pochi metri da Luciano si è subito precipitato verso di lui. «Mi trovavo in ufficio, un dipendente mi ha chiamato dicendomi che Luciano aveva avuto un malore», continua Zanon, «Sono corso sul posto e quando sono arrivato i suoi colleghi gli stavano già praticando il massaggio cardiaco. Avevamo tutti il fiato sospeso: “Luciano, Luciano”, continuavamo a chiamarlo, a ripetere disperatamente il suo nome, ma lui non si riprendeva. Abbiamo pensato subito al peggio, ma Luciano è un uomo forte, un pilastro per tutti quanti». Con il fiato sospeso i colleghi hanno atteso i soccorsi arrivati tempestivamente. «Ogni tanto sussultava, pensavamo si stesse riprendendo», continua l’amministratore delegato, «Quando sono arrivati i soccorritori, che sono stati veloci e bravissimi, gli hanno praticato anche loro il massaggio cardiaco e poi hanno utilizzato il defibrillatore». Ci sono voluti 50 minuti per rianimare l’operaio. Sono stati 50 minuti lunghissimi per la vita del cinquantenne, sospesa ad un filo. Un’attesa lunga e per i colleghi che pregavano per vederlo svegliarsi. «È stato terribile», afferma Zanon, «Il pensiero va alla sua famiglia, alla moglie e ai due figli. Spero che Luciano si riprenda presto: facciamo il tifo per lui».
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