Infarto in fabbrica operaio salvato dai colleghi di lavoro

San Zenone. Cinquantenne colto da malore alla Pati Pronta la reazione dei dipendenti. «Ora tifiamo per lui»
Di Vera Manolli
TREVISO 07/10/2004 SUEM E LAVANDERIA OSPEDALE, OPERAZIONE ELISOCCORSO SUEM E LAVANDERIA OSPEDALE
TREVISO 07/10/2004 SUEM E LAVANDERIA OSPEDALE, OPERAZIONE ELISOCCORSO SUEM E LAVANDERIA OSPEDALE

SAN ZENONE. Operaio della Pati Plastic colpito da infarto e salvato dai colleghi. Luciano Minato, 50 anni, residente a Romano d’Ezzelino, ieri mattina si è accasciato improvvisamente a terra. Non hanno perso tempo i colleghi che gli hanno praticato subito il massaggio cardiaco in attesa dei soccorsi. Poco dopo le 9 alla Pati sono arrivati medico e infermiere del Suem 118 di Crespano. Il cinquantenne era in condizioni disperate. Dopo essere stato rianimato e sedato è stato trasportato d’urgenza con l’elisoccorso al Ca’Foncello di Treviso dove si trova ricoverato in Rianimazione: lotta per la vita. Luciano è un operaio modello, apprezzato da colleghi e titolari. Da oltre 20 anni lavora nella ditta di via Beltramini. Come ogni mattina anche ieri alle 8 aveva regolarmente iniziato il suo turno. Stava camminando all’interno della fabbrica quando ha perso i sensi. «Era tranquillo, come sempre», racconta l’amministratore delegato, Maurizio Zanon, «All’improvviso è stato colto dal malore». All’interno della fabbrica, dove si producono materie plastiche, è scattata la procedura per le emergenze. Un collega che si trovava a pochi metri da Luciano si è subito precipitato verso di lui. «Mi trovavo in ufficio, un dipendente mi ha chiamato dicendomi che Luciano aveva avuto un malore», continua Zanon, «Sono corso sul posto e quando sono arrivato i suoi colleghi gli stavano già praticando il massaggio cardiaco. Avevamo tutti il fiato sospeso: “Luciano, Luciano”, continuavamo a chiamarlo, a ripetere disperatamente il suo nome, ma lui non si riprendeva. Abbiamo pensato subito al peggio, ma Luciano è un uomo forte, un pilastro per tutti quanti». Con il fiato sospeso i colleghi hanno atteso i soccorsi arrivati tempestivamente. «Ogni tanto sussultava, pensavamo si stesse riprendendo», continua l’amministratore delegato, «Quando sono arrivati i soccorritori, che sono stati veloci e bravissimi, gli hanno praticato anche loro il massaggio cardiaco e poi hanno utilizzato il defibrillatore». Ci sono voluti 50 minuti per rianimare l’operaio. Sono stati 50 minuti lunghissimi per la vita del cinquantenne, sospesa ad un filo. Un’attesa lunga e per i colleghi che pregavano per vederlo svegliarsi. «È stato terribile», afferma Zanon, «Il pensiero va alla sua famiglia, alla moglie e ai due figli. Spero che Luciano si riprenda presto: facciamo il tifo per lui».

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