Evade due milioni di Iva sulle automobili Venditore a processo

MONTEBELLUNA. Un’evasione Iva monumentale: circa due milioni di euro. Con tanto di emissione di fatture per operazioni inesistenti. Sono queste le pesantissime contestazioni che la Procura della Repubblica di Treviso muove a carico di Mirco Basso, titolare della “BM Auto” di Montebelluna.
L’imprenditore dovrà rispondere delle ipotesi di reato di violazione degli articoli 5 e 8 della legge sui reati tributari (decreto legislativo 74 del 2000), ovvero omesse dichiarazioni ed emissione di fatture per operazioni inesistenti. Soprattutto su questo punto si concentrano le contestazioni della difesa dell’imprenditore: «Quelle fatture ci sono e sono vere, altro che inesistenti», dice l’avvocato Andrea Zambon.
Ieri in aula è comparso sul banco dei testimoni il maresciallo della Guardia di finanza di Montebelluna che ha condotto le indagini. Una prima ricostruzione del meccanismo messo in piedi da Basso, secondo gli inquirenti. Il maresciallo tornerà in aula per una seconda parte la prossima udienza, il 20 marzo.
La sede dell’autorivendita di Basso è in via Castellana, a Montebelluna. Secondo la Procura, l’evasione fiscale messa in atto dall’azienda è davvero imponente: circa due milioni di euro di Iva non pagata. Non è la prima volta che un imprenditore del settore auto della zona finisce nei guai, anzi. Di recente era toccato ad Alberto Busnardo, amministratore della “System Car” di Asolo: è accusato di aver emesso fatture per operazioni inesistenti, valore oltre un milione e mezzo di euro nel 2006, e altri 776 mila euro l’anno precedente. Anche Busnardo, come Basso, è finito a processo per violazione dell’articolo 8 del decreto legislativo 74 del 2000.
Due vicende distinte ma con un denominatore comune. Ora i due imputati cercheranno di dimostrare la propria innocenza nel corso dei rispettivi processi in tribunale a Treviso.
fabio_poloni
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