Caso Reffo, l’Inps precisa «Corrisposte tutte le rate»

CONEGLIANO. Schermaglie tra Renzo Reffo e l’Inps. Reffo, malato di Parkinson, a suo tempo scambiato per un falso invalido, chiede un risarcimento di 800 mila euro e parla di somme arretrate relative...

CONEGLIANO. Schermaglie tra Renzo Reffo e l’Inps. Reffo, malato di Parkinson, a suo tempo scambiato per un falso invalido, chiede un risarcimento di 800 mila euro e parla di somme arretrate relative all’assegno di accompagnamento. La direzione provinciale Inps nega di essergli debitrice: «Le rate di sua spettanza gli sono state puntualmente corrisposte». Così come non è stato un atto di malafede presentare l’esposto in Procura accusandolo di essere un falso invalido: «L’Inps ha sempre agito, nei confronti di Reffo, come fa con ogni cittadino nei confronti del quale attua accertamenti di natura medico legale, con estrema attenzione e con la massima professionalità. Va precisato che dall’istituto sono stati assunti esclusivamente atti dovuti per legge, e che quindi non sono frutto di scelte estemporanee degli uffici». Il 2 novembre 2011 Reffo si era presentato in carrozzina alla commissione medica per l’Invalidità dell’Usl7. Nei mesi successivi, però, la Questura lo fotografò mentre camminava sulle proprie gambe. Falso invalido? «Macché, ho il Parkinson». (a.d.p.)

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