Ecco Cacciapaglia: guerra ai ladri e pattuglie a tappeto

Ieri il debutto del capo della polizia, arriva dalla Polstrada L’agenda e una promessa: «L’ufficio non perderà agenti»
Di Federico De Wolanski

Arginare l’assalto dei ladri, presidiare il territorio, mantenere gli standard qualitativi di una questura efficace e meno sotto-organico di quanto accade altrove. È il piano di Tommaso Cacciapaglia, 56 anni, sposato, padre di tre figli, da Capodanno nuovo questore di Treviso. Sono le priorità del capo della polizia che arriva per la prima volta nella Marca e nel Veneto.

La sua esperienza spazia tra Taranto – dov’è nato e dove ha lavorato – alla Lombardia, dall’Albania – dove ha coordinato la costituzione del corpo di polizia stradale, alla Liguria. «Devo prendere le misure, valutare attentamente quali sono le necessità e le criticità del territorio», spiega il nuovo questore, «Prima l’analisi, poi la strategia. Di certo considero fondamentale la visibilità, la presenza. Voglio che la polizia sia in strada, e parecchio».

I problemi che dovrà affrontare sono molteplici e lui non si sbilancia in priorità. Furti a parte («daremo battaglia per combattare questi crimini odiosi»), Cacciapaglia infatti pare intenzionato a studiare il territorio anche per pesare fenomeni come le istanze federaliste, quando non indipendentiste: «Preoccupato? No, vedremo quale sarà il responso delle prossime elezioni per capire la portata di queste istanze».

In questura, com’è ovvio, in queste ore è tutto un misurare e capire i possibili cambiamenti in atto. Di certo, quello che non cambierà sarà il personale.

«I pensionamenti verranno coperti con nuovi arrivi. Non di più» dice Cacciapaglia, «Treviso è meno sotto-organico di altre questure».

Il progetto del presidio in centro storico, come del potenziamento dell’ufficio di polizia in ospedale sembrano sempre più lontani.

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