Canova, sforato il limite dei voli fissato dal Ministero

Dall’inizio dell’anno sono 16.500, 200 più del consentito Intanto la nebbia da 3 giorni cancella i viaggi mattutini

Il limite è stato sforato pochi giorni fa: l’aeroporto Canova, dall’inizio dell’anno, ha già registrato 16.500 v oli, 200 in più del limite massimo annuale fissato a suo tempo dal Ministero dell’Ambiente con proprio decreto nel 2007, ribadito pochi mesi fa nella sentenza del Tar che rigettava il ricorso del comitato contro l’ampliamento dello scalo, ma ricordava appunto alle societàò che gestiscono lo scalo il limite dei voli annui.

Il superamento del tetto stabilito dal governo era ampiamente previsto: doveva cadere, secondo le previsioni, a fine settembre, alla fine è slittato di qualche settimana. Il dato ufficiale comunque, arriverà al primo aggiornamento del sito di Assotrasporti, che censisce puntualmente il movimento voli di tutti gli scali italiani.

Facile prevedere che lo sforamento scatenerà nuovamente le proteste del comitato. Contro l’ampliamento, che a suo tempo aveva annunciato di voler percorrere le vie legali, e che in queste ultime settimana sta monitorando i numeri dei voli da e per lo scalo trevigiano di San Giuseppe proprio per registrare il volo numero 16.300, massimo consentito dal decreto ministeriale. Ma sul piede di guerra erano anche gruppi e associazioni ambientaliste e forze politiche delle minoranze, in primis Pd e sinistre.

Dal canto suo Save e Aertre che gestiscono lo scalo hanno sempre sostenuto che il provvedimento del ministero non sia vincolante. E Marchi ha sempre detto, senza mezzi termini, che è pronto a spostare i voli in eccesso a Venezia., Tanto che già nel 2010 il tetto era stato abbondantemente superato (oltre 20mila voli. Nel 2001, invece, la chiusura dello scalo di San Giuseppe per cinque mesi, provocato dai lavori di ampliamento e ammodernamento delle strutture, aveva fatto sì che i numeri si abbassassero giocoforza al di sotto del limite.

Il decreto del ministero dell'Ambiente che fa da casus belli è il 1475 del 2007. Il consigliere del Pd Caldato aveva chiesto al prefetto, quale rappresentante del governo, di vigilare e di farsi garante sul rispetto dell’atto ministeriale. Le polemiche sono destinate a riaccendersi.

Intanto, negli ultimi tre giorni, la nebbia continua a creare disagi. Per le condizioni meteo sono saltati i primi violi della mattina per Bari, e quello per Parigi, entrambi della Ryanair. Le apparecchiature antinebbia, che consentirebbero atterraggi e decollo anche in condizioni avverse (seconda categoria, appena sotto gli standard degli aeroporti internazionali: vedi il Marco Polo a Venezia) sono installate da più da un anno, ma manca ancora dell’ultimo placet dell’Aeronautica Militare. E questo dopo che anche l’Enac ha dato il suo benestare.

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