«Prima volta» con la lucciola: multato

Staccate le prime multe a Preganziol in seguito all’ordinanza antiprostituzione emessa dal sindaco. A finire nella rete dei carabinieri, che nella notte tra domenica e lunedì hanno in particolar modo pattugliato il Terraglio, sette prostitute e quattro clienti, per un totale di 2.700 euro.
Multate per aver indossato abiti troppo succinti quindi e tra queste c’è una romena di 18 anni che ha raccontato di vendere il proprio corpo sul Terraglio per pagare le tasse universitarie in patria. La giovane studia, secondo quanto riferito ai militari, giurisprudenza. Nei guai anche quattro clienti, trovati appartati con le lucciole. Costretti a pagare una multa di 500 euro un meccanico 55enne di Eraclea, un impresario edile di 25 anni, originario del Kossovo, un pensionato 57enne di Pordenone ed anche un ragazzo 28enne di Casale sul Sile. Il ragazzo, pizzicato in auto con una lucciola romena di 24 anni, ha dichiarato che quello per lui era il primo approccio di tipo sessuale con una ragazza. La giustificazione non lo ha salvato dalla salatissima sanzione.
Il sindaco Marton ha infatti bandito la prostituzione in 64 vie del territorio comunale. L'ordinanza è stata firmata nei giorni scorsi e va ad aggirare la sentenza della Corte Costituzionale che lo scorso anno aveva cancellato le ordinanze anti prostituzione dei sindaci che risultavano senza termine temporale e senza circoscrizione dell'area interessata. A essere maggiormente bastonati, se pizzicati con una squillo, saranno i clienti: 500 euro di multa a chi viene trovato a contrattare una prestazione sessuale, ma anche a chi si sta intrattenendo a bordo strada con prostitute. Non varrà più la scusa dello «Sto chiedendo informazioni»: le forze dell'ordine saranno intransigenti. Multe previste, seppur di minor importo, anche per le lucciole: cento euro per quelle che verranno trovate, come recita l'ordinanza, «in abiti succinti atti a coprire il corpo solo in minima parte, ovvero con parti intime scoperte al fine dell'adescamento per l'esercizio della prostituzione».
Banditi dunque perizomi e reggiseni in bella vista, minigonne e top così striminziti da lasciare ben poco spazio all'immaginazione. L'ordinanza contingibile e urgente si è resa necessaria, come si legge nello stesso provvedimento, dopo che «si è registrato un aggravamento della situazione relativa alla presenza di prostitute sul territorio».
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