Marco D’Agostin, esordio al cinema passando per internet

Protagonista di un film a 25 anni. E un’attività di coreografo e danzatore a livello internazionale. È, in sintesi, la carriera artistica di Marco D’Agostin, trevigiano di Sernaglia della Battaglia, il cui film d’esordio, «I giorni della vendemmia» diretto da Marco Righi nel 2010, sarà in proiezione alla Multisala Edera di Treviso da sabato 4 agosto, con una serata speciale, a cui sarà presente lo stesso D’Agostin, lunedì 6 agosto.Una passione, quella di Marco D’Agostin per la recitazione, che è nata a scuola, frequentando il Liceo di Montebelluna. «Sì, la spinta iniziale, la voglia di provare sono venute da lì. In quel gruppo teatrale del liceo c’erano anche Elisa Pol e Giuseppe Sartori, oggi impegnati con importanti compagnie di professionisti. Qualche volta ci incontriamo ai festival. Da Montebelluna ai festival internazionali: un po’ di strada l’abbiamo fatta» racconta il giovane artista.
Dopo il liceo, il Dams a Bologna e contemporaneamente la frequenza di tanti corsi di dizione e soprattutto di danza. E proprio nella danza Marco D’Agostin riesce ad affermarsi, sia come coreografo che danzatore. Ha lavorato con importanti gruppi di ricerca italiani ed europei e vince diversi premi individuali. Ora il cinema.
Come mai questa scelta?
«È una nuova esperienza, per crescere artisticamente. La produzione ha messo un annuncio in internet: ho risposto, ho sostenuto il casting e sono stato scelto. Così, invece di vendemmiare a Valdobbiadene, come avevo progettato per guadagnare qualche soldo, ho vendemmiato in Emilia, ma nel film».
Come è stata l’esperienza?
«Avevamo solo due settimane per girare: bisognava imparare il mestiere in fretta. Per fortuna nella troupe si è creata una bella amicizia, anche fuori dal set. Questo ci ha aiutato molto».
Quest’opera una produzione indipendente. Difficile farla arrivare nelle sale?
«Difficile avere visibilità, anche se il film ha partecipato a molti festival, ottenendo sette premi (D’Agostin è stato designato miglior attore al Valdarno Cinema Fedic Festival, ndr.). Però in alcune città ha superato al botteghino anche dei film che erano molto più reclamizzati».
Ora esce a Treviso. Cosa significa per te?
«Treviso è la mia provincia e l’Edera è la sala che ho sempre frequentato. Per me è una vera soddisfazione».
Cosa ti aspetti dal pubblico di casa?
«Mi auguro che apprezzi il film, che sia coinvolto dalla vicenda, che possa gustare le atmosfere e i sentimenti che il film contiene».
E che apprezzi l’interpretazione di Marco D’Agostin.
«Perché no? Mi sembra un desiderio legittimo».
Riproduzione riservata © Tribuna di Treviso








