Operazione Barcon Blitz di Quaggiotto le carte in Regione

Il sindaco manda a Venezia la documentazione richiesta E allega una vecchia delibera di giunta all’insaputa dei suoi
Di Alessia De Marchi
DeMarchi Barcon assemblea comitato pro polo industriale sindaco di Vedelago Paolo Quaggiotto
DeMarchi Barcon assemblea comitato pro polo industriale sindaco di Vedelago Paolo Quaggiotto

VEDELAGO. Nuovo colpo di scena nell’operazione Barcon. Il sindaco Paolo Quaggiotto all’insaputa della sua giunta e della sua maggioranza ha inviato in Regione la documentazione sul polo agroindustriale, rivista e corretta dai proponenti Colomberotto e Rotocart. Lunedì scorso il blitz registrato nel protocollo del Comune. Verso Venezia e verso Treviso sono partite le nuove carte dell’accordo di programma, quelle chieste dal dirigente veneto Vincenzo Fabris con una lettera arrivata in municipio a Vedelago lo scorso 12 luglio. Paolo Quaggiotto non si fa trovare, ma gli atti parlano per lui. E sono inequivocabili. Lunedì mattina l’ufficio protocollo del Comune riceve e segna nell’apposito registro il deposito di un’integrazione alla documentazione già presentata su maxi macello e cartiera, previsti a nord di via Terza Armata sulla campagna che fu dei Pola. Le nuove carte, recapitate da Colomberotto e Rotocarta, riguardano una correzione dell’accordo sulla viabilità. Il numero con cui vengono registrate è il 14203. A stretto giro di posta un altro importante atto viene segnato nel protocollo del Comune: con il numero 14205 viene registrata la lettera spedita direttamente dal sindaco a Regione e Provincia. Risponde alla missiva di Vincenzo Fabris. Non c’è ad accompagnarla una nuova delibera di giunta che dia il via libera all’accordo rivisto, come auspicato dagli uffici regionali. Il sindaco glissa, anche perché i numeri e soprattutto i voti non sono dalla sua parte. Tre assessori e un consigliere della sua maggioranza si sono sfilati facendo saltare il banco. Il vicesindaco Marco Perin, i colleghi di giunta Cristina Andretta e Renzo Franco e il consigliere ex Pdl Daniele Volpato hanno bocciato l’accordo di programma che prevede di trasformare 84 ettari di campagna in una voragine in cui accogliere una cartiera e il macello più grande d’Europa. Prima l’estrazione di ghiaia, oro bianco per i cavatori, e poi una colata di cemento a nascondere per sempre uno degli angoli più belli di campagna trevigiana. In cambio un casello della Pedemontana Veneta e una bretella per liberare Barcon dai camion. Troppo poco, secondo i dissidenti, per giustificare l’interesse pubblico del progetto proposto dal re della carne Loris Colomberotto e dall’imprenditore Gelain della Rotocart. L’operazione, bocciata dalle opposizioni, è ora contestata pure da parte della squadra di governo. Quaggiotto per nascondere il dissenso dei suoi avrebbe inviato in Regione una delibera di giunta dello scorso gennaio con cui si condizionava il sì all’operazione con la richiesta di garanzie non ancora fornite dai proponenti.

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