Barcon, la giunta trema Quaggiotto caccia Franco

VEDELAGO. Mezzogiorno di fuoco giovedì nella sala giunta del municipio. A fine riunione e con un fuori programma rispetto all’ordine del giorno, il sindaco Paolo Quaggiotto ha consegnato ai suoi assessori le carte del nuovo progetto del polo agroindustriale di Barcon. Quelle chieste dal dirigente regionale Vincenzo Fabris con lettera arrivata a Vedelago qualche ora prima dell’incontro di giunta e che dovranno essere inviate a Venezia entro trenta giorni per garantire la continuazione della proceduta per il via libera al maxi macello Colomberotto e alla cartiera Rotocart, a nord di via Terza Armata. Un malloppo con i nuovi numeri dell’operazione. Ridotta la superficie consumata dall’intervento: si passa dagli iniziali 700 mila metri quadri ai 550 mila della nuova proposta. Un taglio netto all’edificabile e soprattutto scure sulla perequazione: dai 19 milioni di euro di opere pubbliche offerte dai privati nella prima ipotesi di accordo ai 14 milioni del progetto rivisto e corretto. Il sindaco ha informato rapidamente i suoi rinviando discussione e approvazione alla prossima giunta convocata per mercoledì prossimo. E qui il colpo di scena. L’assessore alla sicurezza nonchè segretario locale del Carroccio, Renzo Franco, ha annunciato: «Su questa operazione ho già espresso tutte le mie perplessità e ho chiesto il ricorso alla consultazione popolare. Non sono incoerente e non torno sui miei passi. Per me non se ne fa nulla senza sentire la gente». La dichiarazione ha mandato su tutte le furie il sindaco Quaggiotto. Non si aspettava una presa di posizione così decisa, «non da chi lavora con me da due anni e ha condiviso il mio programam elettorale». «Prepari il decreto di ritiro delle deleghe all’assessore Renzo», ha ordinato Quaggiotto al segretario generale Paolo Spadetto. Il leghista Franco fuori dalla giunta per il no a Barcon? Ma le sorprese non sono finite. All’annuncio di Quaggiotto sono scattati - e non certo sull’attenti - anche il vicesindaco Marco Perin e l’assessore all’urbanistica Cristina Andretta, un tempo tessera Pdl e ora liberi battitori. Hanno preso le difese del segretario del Carroccio, condividendo il suo dissenso all’operazione Barcon. Per la serie: «Se cacci lui, devi allontanare anche noi. La nuova proposta non accoglie alcuna delle condizioni che avevamo posto per dare il nostro sì». È crisi di giunta. La Lega locale e provinciale con il segretario Giorgio Granello si schiera con l’assessore Franco e annuncia provvedimenti disciplinari contro il sindaco se non farà dietrofront. Giorni di fuoco da qui a mercoledì.
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