Ikea e Barcon, scontro Zorzato-Muraro

L’assessore regionale: «I progetti non sono in cantiere». Il presidente: «Rivedere il piano territoriale»
PADOVA 20080127 CENTRO PAPA LUCIANI CONGRESSO DI FORZA ITALIA IN FOTO MARINO ZORZATO (BIANCHI/Bianchi) Marino Zorzato
PADOVA 20080127 CENTRO PAPA LUCIANI CONGRESSO DI FORZA ITALIA IN FOTO MARINO ZORZATO (BIANCHI/Bianchi) Marino Zorzato

La Regione gela i progetti di Barcon e Ikea a Casale, ossia i mega insediamenti industriali che da mesi ormai si trovano nel limbo. «Ne sento parlare da un pezzo e ormai sembra un grammofono con la puntina rovinata», dice il vicepresidente della Regione e assessore alla Pianificazione territoriale Marino Zorzato, «I due insediamenti di cui si parla non sono in cantiere. Al massimo sono in officina». Insomma, sono ancora in alto mare. Secondo Zorzato, presente ieri al convegno sull’Area metropolitano policentrica veneta, occorre che vi sia il parere unanime di utilità sia da parte dei comuni che della Provincia. Condivisione che però è ben lontana dall’essere realtà. Sono note infatti le divisioni e le incertezze in seno alle giunte comunali. Sono state più volte ribadite inoltre le opposizioni delle categorie commerciali e sindacali, preoccupate per l’impatto economico e ambientale che la cartiera-macello di Barcon e il colosso del mobile low cost Ikea a Casale possono comportare. Insomma, la convergenza non c’è e la Regione lo sa. Il rischio però è che i promotori dei due progetti decidano di andare da qualche altra parte a produrre. L’allarme è stato lanciato solo un paio di settimane fa dal presidente della Provincia Leonardo Muraro che, parlando in particolare di Barcon, ha rivelato che Colomberotto e Rotocart starebbero prendendo in considerazione l’ipotesi di trasferire il polo industriale in Austria, dove il terreno è gratuito e le autorizzazioni più facili. Insomma, la Provincia, a differenza della Regione, vorrebbe accelerare i tempi, per non perdere il beneficio pubblico dell’insediamento di Vedelago (ossia la costruzione del casello sulla Pedemontana e la Tangenziale di Vedelago) e nuovi posti di lavoro. E ieri il presidente ha rincarato la dose. «Dobbiamo avere il coraggio di rivedere il nostro Piano territoriale di coordinamento provinciale», dice, «Siamo sicuri che un piano elaborato nel 2004, in pieno vigore produttivo ed economico, sia ancora adatto con la crisi in atto a dare risposte giuste al territorio? Ho almeno quattro richieste da parte di imprenditori che hanno bisogno di spazi per allargare la propria attività. Vogliamo mantenere l’economia del nostro territorio o pensare solo al settore agro-alimentare che rappresenta il 20% della nostra economia?». Insomma, Muraro pensa ad alleggerire i vincoli del Ptcp per i nuovi insediamenti produttivi. Si dice sicuro inoltre che questo possa andare di pari passo con la tutela del territorio.

Laura Canzian

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