Rifiuti a Napoli, arrestati stanotte Stefano e Chiara Gavioli

VENEZIA. La Digos della Questura di Napoli e la Guardia di Finanza hanno eseguito 16 misure cautelari emesse dal gip del Tribunale di Napoli e perquisizioni, tra Napoli e altre città, nell’ambito di un’indagine sull’attività della «Enerambiente», società veneta che ha avuto l’appalto della raccolta rifiuti nel capoluogo campano a lungo da Asia, la società napoletana municipalizzata che cura l’igiene urbana. Le ipotesi di reato vanno dall’associazione a delinquere alla bancarotta, alla truffa, all’estorsione e alla corruzione.
Tra gli indagati, i vertici della società, già coinvolti nel 2011 in altre 2 tranche dell’inchiesta che è nata da un raid di vandalizzazione dei mezzi di Enerambiente nel settembre 2010 nella sede di Napoli. Le indagini hanno mostrato allora che esisteva un rapporto affaristico tra Enerambiente e alcune cooperative subappaltanti della raccolta, con un giro di assunzioni in cambio di denaro che coinvolgeva anche sindacalisti.
Le perquisizioni sono state eseguite in varie località della Campania, della Puglia e del Veneto e sono soprattutto relative all’ipotesi di bancarotta fraudolenta emersa dalle indagini del nucleo di polizia tributaria della Guardia di Finanza. Tre gli arresti operati dalla Digos nell’ambito dei 16 provvedimenti di custodia cautelare, di cui 9 in carcere e 7 con il beneficio dei domiciliari. Tra questi, quello a carico dell’imprenditore veneto Stefano Gavioli, già arrestato a novembre e scarcerato ad aprile: Giovanni Faggiano, ex ad di Enerambiente, ai domiciliari da febbraio; ma anche professionisti, dirigenti di un istituto bancario, un sindacalista. Enerambiente Spa dal 2005 al 2010 ha gestito una parte del servizio di igiene urbana nel capoluogo napoletano. L’inchiesta ha esplorato la complessa rete di rapporti intercorsi tra la società in house del comune di Napoli, Asia Spa, la Enerambiente Spa, che aveva in appalto la raccolta e trasporto dei rifiuti solidi urbani e le società cooperative cui la Enerambiente ha affidato lo svolgimento di una parte del servizio. Subappalti già emersi come irregolari, ma sui quali sono in corso approfondimenti investigativi. Enerambiente è stata dichiarata fallita dal tribunale di Napoli il 22 febbraio di quest’anno, ma per i finanzieri si tratta di una bancarotta fraudolenta con un passivo in via di definizione ma intorno ai 55 milioni di euro distratti.
Riproduzione riservata © Tribuna di Treviso








