Lo shopping dei ladri, è boom di furti nei negozi

Da gennaio a oggi 124 colpi in città, 698 in provincia: raddoppiati in un anno. La maggior parte dei responsabili sono italiani. La polizia: ma pochi denunciano

C’è chi viene fermato alla casse dal sistema di controllo elettronico della merce, chi viene inquadrato dalle telecamere di sorveglianza interna, chi (e sono la maggior parte) viene scoperto e pedinato dal personale di sicurezza, chi riesce a scappare con il bottino. Tutti fanno parte del grande popolo dei taccheggiatori che pare aver dichiarato guerra a supermercati, iper, maxi store, esercizi commerciali vari.

I dati pubblicati ieri dalla questura di Treviso sono emblematici. Si riferiscono agli interventi effettuati a seguito degli allarmi scattati all’interno dei vari negozi cittadini (e non solo) e danno un’immagine nettissima del fenomeno. Solo all’interno del capoluogo i taccheggi registrati nei verbali redatti dall’inizio dell’anno ad oggi sono stati 124, contro i 78 verbalizzati nello stesso periodo del 2011. E nel resto della Marca non è andata meglio con ben 697 colpi, ovvero un bel +227 rispetto ai primi sei mesi scarsi del 2011 (470 taccheggi).

Chi sono. Tutta colpa degli extracomunitari? Macchè. Stando alle cifre riportate dalla polizia infatti gli autori dei 124 furti all’interno dei negozi del capoluogo sono in massima parte italiani (solo 19 le denunce a carico di stranieri fuori dalla comunità europea). E il divario è ancor più evidente in provincia dove gli extracomunitari denunciati o arrestati a seguito dei colpi sono stati solo 15 su 697 taccheggi denunciati.

Il bottino. Cosa viene rubato? Di tutto. Se a finire nel mirino sono gli attuali ipermercati il bottino spazia tra liquori, vestiti, giochi, alimenti. Se a finire sotto assedio sono i megastore allora il raggio d’azione dei ladri si allarga anche a borsette, piccoli accessori di abbigliamento, profumi di varie marche. Ne sanno qualcosa da Coin, in Corso del Popolo, il maxi store di abbigliamento e oggettistica per la casa che viene visitato da potenziali taccheggiatori quasi quotidianamente costringendo il personale di sicurezza a delle vere e proprie caccie all’uomo, alla donna, ai ragazzini. Già, perchè l’età dei ladri varia sensibilmente: ci sono gli anziani italiani, le donne di mezza età (comprese signore della Treviso-bene come quella fermata una mese fa proprio da Coin), i trentenni e poi i tantissimi minorenni presi con le mani nel sacco.

La tecnica. Come agiscono? Dipende da quella che potremmo chiamare «estrazione criminale»: ci sono infatti i taccheggiatori seriali e quelli improvvisati, le bande di ladri, e le persone disperate. I ladri, quelli veri, per eludere i controlli dei sistemi di rilevazione elettronica si sono armati di borse rifoderate con l’alluminio da cucina (in modo tale da schermare il contenuto ed eludere l’antitaccheggio). I predoni dei market alimentari invece (specie se donne) hanno anche inventato dei veri e propri mutandoni da notte da infilare sotto le gonne e riempire di oggetti presi dai banchi. Immancabile poi il trucco del camerino (quello che oggi fa più danni che altro), che consiste nell’entrare all’interno dello spogliatorio con i vestiti o gli oggetti selezionati, staccare il sistema antitaccheggio a rischio di macchiare indelebilmente la merce e poi indossare la merce sotto altri vestiti - quando non è possibile nasconderla in borsa. Come evitare sospetti? Con rapidità, ed eliminando tracce.

La Questura: «è la crisi». «Si tratta di un fenomeno legato alla crisi economica» dice il portavoce della Questura, Alessandro Tolloso, «tutte le volte che interveniamo ci troviamo davanti a gente che no arriva a fine mese. I furti di alimentari non superano solitamente i 30 euro di valore»..

Federico de Wolanski

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