Bomba di Brindisi, il sit-in a Treviso «Nessuno tocchi i ragazzi»

Il grido dei 200 studenti: la violenza cancella la vita. Canti, slogan, manifesti: toccante minuto di silenzio per Meliss. Ieri sospesa la notte dei musei a Treviso. Bandiere a mezz'asta in tutta la provincia
PASSERINI TREVISO SIT ING DI PROTESTA CONTRO L'ATTENTATO ALLA SCUOLA DI BRINDISI IN PIAZZA RINALDI
PASSERINI TREVISO SIT ING DI PROTESTA CONTRO L'ATTENTATO ALLA SCUOLA DI BRINDISI IN PIAZZA RINALDI

«Nessuno tocchi i ragazzi, nessuno tocchi gli studenti e nessuno tocchi la scuola».

A scandire queste parole è Franco De Vincenzis, referente trevigiano di «Libera», l’associazione contro le mafie fondata da don Luigi Ciotti. Ieri, insieme a studenti e associazioni, il gruppo si è raccolto in piazza Rinaldi, davanti alla seconda sede del comune, per commemorare i gravi fatti di Brindisi e per dire “no” a tutte le violenze.

Toccante il minuto di silenzio per Melissa Bassi, la sedicenne vittima dell’esplosione. Commovente, ma anche ricco di speranza, il canto intonato spontaneamente dal giovane Luca Pivetta, accompagnato alla chitarra dall’amico Giacomo Scarpa, che insieme riempiono la piazza delle note e delle parole della canzone di protesta «E’ la meglio gioventù», del gruppo Casa del vento. Una manifestazione, nata in un pomeriggio grazie al tam tam in rete, che ha chiamato a raccolta 200 persone.

Fra loro studenti, insegnanti come Lello Voce, del liceo artistico di via Santa Caterina, e Anna Caterina Cabino, del liceo classico “Canova”. A portare la loro solidarietà alla scuola pugliese anche numerosi dirigenti: la preside dello scientifico “Da Vinci” e del classico “Canova”, Giuseppina Vincitorio, il dirigente del “Besta” Giorgio Baccichetto, quello dell’istituto comprensivo “Felissent” Francesco Tammaro.

«La scuola di Brindisi era un istituto professionale», dice Baccichetto, «anch’io dirigo un Ipsia e mi sento vicino a tutto il personale dell’istituto». Presenti, oltre ai rappresentanti politici, la Rete degli studenti medi, il Coordinamento studentesco, l’Adl con Sergio Zulian, la Casa dei beni comuni con Monica Tiengo. E poi Berto Lorenzoni dell’Anpi, Marta Viotto della Flc-Cgil, il sindacato della scuola della Camera del Lavoro, e i Giovani democratici.

I manifestanti hanno affisso in piazza uno striscione di «Se non ora quando»: la vittima è una giovane ragazza piena di sogni.

C’è chi si dice scettico sulla matrice mafiosa (la stessa «Libera« lo è), chi ne è convinto. C’è anche chi è certo che sia iniziata una nuova «strategia della tensione», più subdola e preoccupante di quella del passato. Ma la commozione e le lacrime dicono quanto l’attentato abbia sconvolto tutti. In piazza anche semplici cittadini. Come la famiglia Zanotto, padre, madre e figlia, venuti in bici. «Giusto manifestare un sentire comune di contrarietà a questa barbarie», dice Emilio. Nicolò Rocco, presidente dei Giovani democratici veneti: «Falcone non era solo contro le mafie. Falcone e i giudici come lui erano contro tutte le forme di violenza che annichiliscono la vita».

Il Comune di Treviso ha intanto deciso di cancellare, in segno di lutto, la notte dei musei aperti prevista per sabato sera. "Un modo per partecipare a un momenmto di assoluto cordoglio _ dice l'assessore alla cultura Pimpolari _ e condannare un gesto atroce"

Riproduzione riservata © Tribuna di Treviso