«Spendo 2000€ al mese in cocaina» Confessione choc di un impiegato

Ogni mese circa 2000euro spese in cocaina. Per un totale di 120 dosi comprate nel giro di otto mesi, che tradotte sul calendario equivalgono a un acquisto ogni due giorni. Lui nopn è uno spacciatore ma un impiegato. Ha quarant’anni, è sposato, ed ha un vizio danoso quanto incredibilmente costoso.
A indentificarlo, facendo emergere uno choccante spaccato di vita quotidiana, sono stati i carabinieri di Treviso che due giorni fa, in via Don Milani (a Fiera) hanno fermato il suo spacciatore. Si tratta di un nigeriano di trent’anni circa, sorpreso mentre camminava lungo la strada con fare sospetto. Inseguito, lo straniero ha cercato di far sparire la droga ingurgitandola, ma i militari hanno visto la scena e dopo averlo ammanettato l’hanno portato in ospedale dove sono apparsi ( distanza di qualche ora) tre involucri di cocaina per un totale di dieci grammi.
E’ stato nell’esatto momento in ciui lo straniero veniva fermato e arrestato che il cellulare ha iniziato a suonare. Dall’altro capo: l’impiegato, che cercava di sapere dove si potevano incontrare per la consegna.
Convocato in caserma, l’uomo, benestante, ha raccontato di avere il «vizietto della cocaina» d aparecchio tempo, di aver conosciuto lo spacciatore nigeriano mesi or sono, e di aver instaurato con lui un rapporto diretto. Prezzo della cocaina? Per lui ottanta euro al grammo circa.
Il conto è presto fatto, e confrontato con la realtà di chi quotidianamente convive con i magri incassi di una pensione, o di uno stipendio minimo, suona come un affronto. Un incredibile squilibrio tra chi non arriva a fine mese, e chi i soldi li usa per ben altri scopi, quasi fosse fuori dal mondo.
«Il consumo di stupefacenti resta una piaga gravissima del territorio» spiegano i carabinieri di Treviso che proprio nel corso degli ultimi bilanci di fine anno avevano sottolineato come la cocaina rimanesse al centro di un mercato fiorente.
Preoccupa però il ritorno dell’eroina, che sembrava sparita con gli anni Novanta e pare essere ritornata oggi anche tra i giovanissimi che preferiscono fumarla, più che iniettarla in vena. «L’allarme è alto, ma i controlli sono costanti».
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