Terrorismo anarchico Nel mirino 4 aziende

Da ieri mattina, quattro società trevigiane sono sotto sorveglianza. Si tratta di due aziende che ricadono nel territorio di Villorba e Maserada, ed altre due società che hanno sede operativa nel primo hinterland del capoluogo. Sono tutte legate, direttamente o indirettamente, al mondo dell’industria nucleare ma non hanno alcun rapporto con Ansaldo e la sua società madre: Finmeccanica.
Paura nucleare. La decisione, anticipata nei giorni scorsi dopo un primo vetice in prefettura, è stata ufficializzata ieri mattina, quando il questore Carmine Damiano ha dato il via libera al dispositivo che coinvolgerà polizia, carabinieri, Finanza e Corpo Forestale. Gli agenti si alterneranno nel monitoraggio costante dei capannoni e degli uffici delle quattro aziende, che si occupano di fornire servizi e prodotti ad altre società legate ai sistemi per lo sfruttamento dell’energia nucleare. Si partirà dalle imprese «per valutare in un secondo momento anche la possibilità di mettere sotto controllo le persone» spiegano dalla Questura.
Manager nel mirino. Genova insegna, nel mirino del nuovo terrorismo di stampo anarco insurrezionalista ci sono i dirigenti (l’attentato all’ad di Ansaldo nucleare Roberto Adinolfi a firma Fai è stato emblematico) ma possono esserci anche tecnici, progettisti e altri esponenti di spicco della realtà industriale e politica locale. «Obiettivi sensibili», sottolineano dalla Questura, che in base alle recenti disposizioni impartite dal Viminale sta valutando un elenco di una trentina di nominativi di Marca. Alcuni di questi sono già sottoposti ad una sorveglianza speciale (sotto forma di scorta – come per Sacconi e Castro – o monitoraggi continui a casa e lavoro), altri no. Il Questore sta valutando la possibilità di istituire nuovi servizi di scorta o intensificarne alcuni e la decisione ufficiale verrà presa nei prossimi giorni.
La minaccia dei venti. La rete Fai (Federazione anarchica italiana) che ha firmato l’attentato di Genova nella Marca conta una ventina di «affiliati». Si tratta di giovani - operai e universitari - che avevano già fatto parlare di sé durante la riunione del G8 dell’agricoltura a Castelbrando. Pericolosi? Per rispondere la Questura fa presente quanto avvenuto nel 2006 al seggio elettorale di Serravalle di Vittorio Veneto, dove venne rinvenuta una bottiglia molotov inesplosa che, secondo gli inquirenti, doveva essere una trappola potenzialmente mortale per colpire i due militari della Guardia di Finanza che stavano all'interno del seggio. «Non si può abbassare la guardia».
Equitalia. Restano sotto sorveglianza le tre sedi provinciali di Equitalia, l’istituto di riscossione al centro delle polemiche.
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