Diga: il comitato chiama i sindaci

SERNAGLIA DELLA BATTAGLIA. Incassata la solidarietà di una dozzina di consigli comunali del Montello, Quartier del Piave e Vallata del Soligo, il comitato no-diga di Sernaglia convoca ora i sindaci del territorio per ribadire la necessità dell’attuazione del Piano stralcio per la sicurezza idraulica del medio e basso corso del Piave. Alla tavola rotonda di domani pomeriggio, convocata nella sala polifunzionale del municipio di piazza Martiri della libertà, sono stati invitati i primi cittadini di Cison, Crocetta, Farra, Follina, Giavera, Miane, Moriago, Nervesa, Pieve, Refrontolo, Sernaglia, Susegana, Vidor e Volpago. All’ordine del giorno la stesura di un programma tecnico-politico che permetta l’applicazione del piano ministeriale varato dal governo Berlusconi nel 2009. Un piano che escludeva espressamente il ricorso alla diga di Falzè di Piave per affrontare le piene del fiume sacro alla Patria, invitando invece alla pulizia del letto e alla realizzazione di una serie di casse di espansione, meno costose e di minor impatto ambientale. «Riproporre la diga di Falzè sta solo maturando colpevoli ritardi rispetto all’avvio di un serio programma di interventi che garantisca condizioni di accettabile sicurezza a tutte le popolazioni rivierasche», afferma Adriano Ghizzo, presidente del no-diga, censurando gli interventi pubblici del professor Luigi D’Alpaos, presidente della commissione regionale grandi rischi e sostenitore dello sbarramento. In proposito, il comitato ha appena incassato il sostegno del professor Ezio Todini, ingegnere idraulico e titolare della cattedra universitaria di idrologia e costruzioni idrauliche e marittime alla “Alma mater” di Bologna
Glauco Zuan
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