«Chiederò a Monti che cambi l’imposta»

CAPPELLA MAGGIORE. «L’Imu, come è pensata, ora penalizza e bastona i Comuni provocando buchi in bilancio e togliendo risorse». Lo denuncia il sindaco di Cappella Maggiore, Mariarosa Barazza in vista...

CAPPELLA MAGGIORE. «L’Imu, come è pensata, ora penalizza e bastona i Comuni provocando buchi in bilancio e togliendo risorse». Lo denuncia il sindaco di Cappella Maggiore, Mariarosa Barazza in vista del bilancio di previsione 2012, che verrà approvato a metà giugno. «L’Imu sarà un doppio colpo per lo Stato e per i cittadini», dice Barazza, «i cittadini pagheranno questa tassa che andrà per metà al Comune e per l’altra metà allo Stato. Il problema è che la somma che il Governo chiede al nostro Comune è stata sovrastimata per cui nelle casse comunali ci rimarrà poco o nulla per far fronte alle spese ordinarie. E il Governo non ci trasferisce più nulla. Per cui andrò alla manifestazione nazionale dei sindaci del 24 maggio a Venezia per chiedere che i Comuni non muoiano». Il rieletto sindaco di Cappella, per il secondo mandato, ha annunciato la partecipazione alla manifestazione mercoledì sera davanti a circa 400 cittadini nel corso del suo primo consiglio comunale al centro sociale. Dopo aver giurato, assai commossa, sulla Costituzione, Barazza ha esternato il suo disagio. L’iniziativa veneziana di giovedì prossimo prevede il raduno dei sindaci alle 15 in piazzale Roma per poi sfociare in campo Santa Margherita per il comizio. Insieme a Barazza ci saranno altri colleghi del vittoriese, compreso il primo cittadino di Vittorio, Gianantonio Da Re. «Il prossimo anno il Comune di Cappella Maggiore dovrà anche rispettare il patto di stabilità», ha rimarcato Barazza, «dovremmo quindi seguire alcuni parametri. E come se non bastasse ci sarà anche l’unione dei comuni con Sarmede e Fregona per riunire alcuni servizi, uno di questi decollato in questi giorni è il servizio di polizia locale congiunto con tre vigili a disposizione dei tre comuni per pattuglie diurne a tutela del territorio. Inoltre anche aver tagliato il numero di assessori e consiglieri in comuni piccoli come il nostro è un danno per la rappresentanza. Si taglia nei piccoli comuni come il nostro, dove un rimborso per un consigliere comunale costa 16 euro a seduta di consiglio e non si colpisce invece dove ci sono gli sprechi. Tagliando come stanno facendo a livello governativo non si elimina chi ha sperperato. I Comuni virtuosi come il nostro non vengono tenuti in considerazione, anzi sono penalizzati».

Stefania Rotella

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