Borghezio contro Genty: dice stupidate

Lega nella bufera. Lo Sceriffo «reo» di aver criticato Bossi. E Muraro accusa: «Da Re minaccia chi non vuole votarlo»
SBRISSA TREVISO IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA GIORGIO NAPOLITANO IN CITTA' PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
SBRISSA TREVISO IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA GIORGIO NAPOLITANO IN CITTA' PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

Vigilia sempre più infuocata dei congressi in casa leghista. Dopo gli avvisi di garanzia per Umberto Bossi e i suoi figli e per Piergiorgio Stiffoni, nella Lega Nord è un tutti contro tutti. Tace il senatore espulso dalla Lega – aderente ora al gruppo misto al Senato – tacciono per ora i magistrati, ch e hanno disposto il trasferimento della documentazione al tribunale di Roma per la carica parlamentare rivestita da Stiffoni.

A Giancarlo Gentilini, che aveva parlato di «fucilazione elettorale» per coloro che avevano tradito il movimento, risponde l’europarlamentare Mario Borghezio: «Gentilini ha detto una grandissima stronzata. Io lo stimo. Però dirla su Bossi è grave».

Il vicesindaco trevigiano aveva dichiarato: «Questi personaggi, che hanno tradito milioni di leghisti, vanno fucilati alla schiena (politicamente, ben s’intende) per alto tradimento, come accadeva in tempo di guerra».

Gli eretici Bepi Covre e Marzio Favero, ex parlamentare il primo, sindaco di Montebelluna il secondo, tornano alla carica: «Basta con le polemiche, si riparta tutti dalla candidatura di Flavio Tosi alla segreteria regionale». A Treviso le acque sono tutt’altro che tranquille. Esce allo scoperto lo stesso presidente della Provincia, Leonardo Muraro, considerato molto vicino a Bobo Maroni: «Da Re e i suoi stanno giocando sporco: minacciano di “ripercussioni” chi non intende votare per i loro delegati. D’altronde anch’io, prima del congresso provinciale, sono stato oggetto delle stesse minacce. Da Re diceva che sarei stato cacciato dalla Lega...». Muraro rivolge questo attacco frontale direttamente al sindaco di Vittorio Veneto Toni Da Re, ex segretario provinciale, ex bossiano doc, che intende candidarsi al congresso regionale della Lega di giugno contro Flavio Tosi, altro maroniano. Da Re è stato netto: «Ritengo Tosi persona inadeguata per guidare il partito in Regione dopo Gobbo. E quindi mi metto in mezzo, anche se il nuovo segretario provinciale Granello non vuole. E credo che non pochi leghisti mi seguiranno». È insomma guerra totale, in vista della scelta dei 78 delegati trevigiani al regionale, scelta che avverrà domani. Ieri sono state depositate le candidature al ruolo di delegato: a parte 15 aventi diritto al voto (parlamentari & Co.) la guerra tra Da Re e i suoi contro i maroniani è tutta nella conquista della maggioranza dei 78 delegati al congresso.

Il quadro è infatti il seguente: ad oggi nel Padovano i due contendenti oggi sono potenzialmente alla pari, nel Rodigino Da Re è in testa, a Belluno vincono i tosiani, a Venezia altro pareggio, a Verona stravince Tosi. La differenza la faranno quindi la Marca e il Vicentino.

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