Il dna incastra il papà «distratto»
CASTELFRANCO. L’esito del test del dna incastra il papà che non voleva riconoscere la figlia avuta da una giovane brasiliana: la bimba è frutto del suo amore, purtroppo finito, con la straniera. Lui è un imprenditore castellano. La giovane era arrivata in Italia sperando in un futuro migliore per sè e per la sua bimba. Purtroppo si è scontrata con la dura realtà di un innamorato affettuoso trasformatosi in un freddo calcolatore che ha deciso di non riconoscere la piccola. La mamma non si è arresa e ha cercato giustizia assistita dall’avvocato Francesco Tartini e soprattutto dal centro castellano del Movimento di Aiuto alla Vita. Le volontarie l’hanno circondata di quell’affetto che le era stato negato. Non solo calore umano, ma anche tutta l’assistenza di cui la giovane, sola e lontana dalla sua terra, aveva bisogno. Le donne del Movimento alla vita si sono organizzate. Una di loro l’ha ospitata a lungo in casa sua con la piccola. Un tetto e un piatto caldo per madre e figlia e poi l’aiuto nell’avviare la causa legale per ottenere il riconoscimento della paternità negata. Se la brasiliana, vista la sua condizione di povertà, ha potuto accedere al gratuito patrocinio, si è però trovata davanti al muro di 2.600 euro da pagare per il test del dna, necessario a dare un papà alla sua bimba. È scattata una gara di solidarietà. Una donna ha sposato la causa di mamma e figlia offrendo loro il denaro per il test. L’esito dell’esame ha dimostrato quanto la giovane brasiliana ha sempre dichiarato. Ora lei e la sua piccola vivono fuori Castelfranco, in un alloggio che condividono con un’altra donna in difficoltà. Hanno sempre l’aiuto del centro per la vita di Castelfranco. La mamma cerca lavoro. Per chi volesse aiutarla il centro ha aperto un conto corrente presso il Credito Trevigiano e messo a disposizione il numero di telefono 0423.497546. (a.d.m.)
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