Alzheimer, le famiglie non vogliono pagare

Le famiglie dei malati di Alzheimer si mobilitano per non pagare di propria tasca le rette nelle strutture di lungodegenza.
Stanno cominciando ad arrivare nelle case di riposo, infatti, le lettere di parenti dei malati di demenza che, alla luce della sentenza della Corte di cassazione, chiedono che i costi per il ricovero del loro caro vengano sostenuti dal servizio sanitario nazionale. A confermare l’arrivo delle lettere è il presidente dell’Israa, Fausto Favaro. Nell’istituto cittadino una missiva è arrivata proprio in questi ultimi giorni. «Il problema è che se non pagano la retta noi non possiamo tenere gli anziani nelle strutture», dice Favaro, «dobbiamo mandarli a casa».
Un bel grattacapo per le case di riposo (i cui ospiti sono al 50% malati di demenza) che, peraltro, c’entrano solo marginalmente nell’intera faccenda. La sentenza a cui si appellano le famiglie risale allo scorso marzo. Il giudice ha respinto il ricorso del Comune di Carbonera che chiedeva alla famiglia di una malata di Alzheimer la restituzione della somma che l’amministrazione aveva versato per il ricovero della donna nella casa di cura “Costante Gris” di Mogliano Veneto. Per la Cassazione, infatti, si tratta di importi a totale carico del servizio sanitario nazionale dato che il tipo di patologia non consente di fare distinzione fra spese per la cura e spese per l’assistenza.
La signora in questione non era autosufficiente e aveva bisogno di assistenza continua per tutto, anche per deglutire. La Cassazione afferma inoltre che quando ci sono condizioni di salute che richiedono una «stretta correlazione» fra «prestazioni sanitarie e assistenziali, tale da determinare la totale competenza del servizio sanitario nazionale, non vi è luogo per una determinazione di quote nel senso invocato dal Comune di Carbonera».
Una sentenza che ha aperto la strada alla rivendicazione da parte di molte famiglie, che ora per il ricovero del loro caro pagano una quota per l’assistenza. Anche se non tutte loro avranno diritto a questo sgravio. La malattia di Alzheimer deve essere diagnosticata tramite accurati esami e non è sempre facile distinguere quando finiscono le cure sanitarie e quando iniziano quelle assistenziali. La battaglia per i diritti delle famiglie, insomma, non finisce qui.
Laura Canzian
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