Bevanda ideata dagli austriaci per allungare i vini del Veneto
La leggenda vuole che lo spritz sia di origine veneziana quando i soldati dell’Impero austriaco di stanza nel territorio della Repubblica Serenissima, per stemperare la gradazione alcolica dei vini locali, li avrebbero allungati spruzzandovi il seltz, prendendo in prestito il verbo tedesco pritzen.
Si diffuse ulteriormente durante il periodo della Prima Guerra mondiale, intorno al 1917, durante l’occupazione austriaca sul Piave tra le colline di Valdobbiadene e Conegliano dove regnava il Prosecco. In Austria c’è una bevanda chiamata Spritzer, fatta di vino bianco e seltz, che è stata molto popolare nel triveneto finchè qualcuno l’ha voluta «carburare» con un componente in più. Treviso è stata forse la prima città a lanciare lo spritz, quello che è ora in voga, mettendoci oltre al prosecco, uno spruzzo di selz o soda (ma va bene anche l’acqua minerale gassata), l’Aperol (il più diffuso) o il Campari. Ma varianti ci sono anche con il Bitter o il Select, o di colore nero come la China Martini o il Cynar.
Riproduzione riservata © Tribuna di Treviso








