Ascopiave «brucia» i margini

Aumentano i ricavi, ma calano gli utili: adesso il rinnovo delle concessioni degli enti locali
Pucci Pieve Di Soligo sede Ascopiave Pucci Pieve Di Soligo sede Ascopiave
Pucci Pieve Di Soligo sede Ascopiave Pucci Pieve Di Soligo sede Ascopiave

PIEVE DI SOLIGO. Ascopiave aumenta i ricavi ma riduce il margine operativo lordo e l’utile . Dopo la batosta Sinergie Italiane – che ha chiuso il bilancio con 92 milioni di perdite, un terzo delle quali a carico della multiutility di Pieve di Soligo – l’azienda municipalizzata del gas prova a guardare al futuro con maggiore ottimismo. Ma non è ancora fuori dal tunnel.

Sparge ottimismo il presidente, Fulvio Zugno: «I risultati operativi del primo trimestre 2012 ci consentono di guardare al futuro con la tranquillità necessaria per superare l’attuale difficile fase di congiuntura economica e finanziaria. I solidi fondamentali del Gruppo Ascopiave consentono di proseguire con l’attuazione di sviluppo industriale in atto, sia per quanto riguarda la distribuzione che la vendita di gas naturale. Nella distribuzione il Gruppo sarà impegnato nella valorizzazione del proprio portafoglio di concessioni e nella preparazione delle gare d’ambito;mentre nella vendita continueremo a focalizzare l’attenzione sulla clientela finale, offrendo condizioni di prezzo e di servizio in linea con i migliori standard di mercato».

I ricavi crescono soprattutto per l’ampliamento dell’area di consolidamento del gruppo e dallo sviluppo della vendita dell’energia elettrica (13 milioni di euro). Ma per gli stessi motivi si registra anche una diminuzione dei margini operativi, perchè i prezzi alla fonte sono aumentati. Insomma, Ascopiave crescere allargando la propria base di clienti ma rinuncia ai margini. E per un’azienda quotata non è proprio il massimo. La vendita di energia elettrica e di energia fotovoltaica ha comportato un aumento dei costi di marketing :600 mila euro, spesi per la massiccia campagna promozionale in atto in tutto il Veneto. Ma le il risultato netto consolidato, fermo a 14,8 milioni di euro con una flessione del 15 per cento. Aumentano gli interessi passivi a seguito dell’incremento della esposizione finanziaria e dell’aumento dei tassi. Il tesoretto di Ascopiave restano i clienti:al 31 marzo scorso erano 563 mila utenze. Ma un patrimonio che nei prossimi mesi sarà sottoposto ad alcune tensioni: in primis il rinnovo dei contratti con gli enti locali, procedura non sempre agevole per la frammentazione degli enti locali. E poi il tema delle aggregazioni, da cui Ascopiave sembra tagliato fuori. Almeno per ora.

Riproduzione riservata © Tribuna di Treviso