Scintille Zambon-Fojadelli nel faccia a faccia in tivù

CONEGLIANO. A meno di una settimana dal voto, ieri sera nel corso del loro faccia a faccia in tv su Antennatren Nordest Floriano Zambon e Antonio Fojadelli si sono dati battaglia. La miccia che ha acceso il dibattito è stato il volantino al vetriolo diffuso nei giorni scorsi dalla coalizione che sostiene l’ex procuratore Fojadelli contro le amministrazioni Zambon e Maniero. «Mi permetto di eccepire che nel decalogo che ho letto ci sono molte imprecisioni, probabilmente dovute alla fretta della stesura o a informazioni non raccolte correttamente», la difesa di Zambon. Tutte cose documentabili invece secondo l’ex procuratore.
E se la mancanza di fair play per Zambon non nasce dai candidati ma dal «comportamento del sottobosco», anche Fojadelli ha avuto da ridire: «Si dice che io, come avrei fatto a Treviso, vorrei far chiudere i locali alle 11 di sera», ha detto l’ex procuratore smentendo l’ipotesi. «Noi ci siano dati una regola: guardare al nostra programma non abbiamo mandati in giro fogliettini di nessun genere», la puntualizzazione di Zambon. Come dire: chi attacca non siamo noi.
E poi via libera al botta e risposta tra i due con Fojadelli all’attacco parlando di «impegni non mantenuti», «mutui contratti» e «interessi pagati per circa 300 mila euro per opere non fatte». E Zambon in difesa ad evidenziare che non esistono attualmente mutui accesi per opere non fatte e a sottolineare che la bontà degli impegni espressi nel suo programma.
Ma le scintille non sono finite. Ultime scosse (inevitabili) in tema di possibili giunte, con Fojadelli pronto a fare i nomi solo quando li farà l’avversario, e i due a pungolarsi a vicenda sulla capacità di mantenersi liberi nelle scelte da logiche di poltrona. E il commento di Zambon sugli apparentamenti che «fanno dormire poco le notti prima della decisione» fa scattare, come un colpo di fioretto, la dura controreplica dell’avversario: «Mi dispiace che Zambon dica che queste cose non ti fanno dormire» ha detto l’ex procuratore, «io devo dire riposo molto bene una volta che sento di poter dire che ho tenuto fede all’impegno che mi sono dato».
Insomma, nel rush finale, i due contendenti alla poltrona di sindaco di Conegliano non si sono certo risparmiate. Celati dietro un indiscutibile, elegante savoir faire, si sono avvertiti tutti i veleni di una campagna elettorale che ora si gioca ormai il tutto per tutto e domenica sera vedrà la sua battuta finale.
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