«Mio padre si fidava del suo assassino»

Ancora non ci crede, fatica ad accettare la realtà che il padre non ci sia più. Morto per mano, volontaria, di una persona senza scrupoli, alla quale lui, Luciano Spadari, vivaista 74enne, originario di Treviso, da decenni residente a San Giuseppe, aveva dato lavoro, vitto ed alloggio. Per aiutarlo e al contempo essere aiutato nel vivaio che si trova lungo la statale Romea a due passi dalla zona artigianale della frazione comacchiese.
«Lavorava con lui da domenica 29 aprile» ricorda la figlia Lucia «era giovane, rumeno, non aveva nulla. Mi padre era una persona buona di animo e così lo ha invitato a rimanere lì, al vivaio, a vivere, temporaneamente, per lo meno, finché non avesse trovato di meglio, nel container sistemato vicino alla propria casa prefabbricata, dietro le serre».
La figlia, dopo giorni di silenzio e di dolore, riesce finalmente a parlare: «Gli ha dato da vivere e lui l'ha ucciso, derubato e poi è scappato» continua la donna «Spero lo trovino al più presto. Mio padre non meritava di morire così, era una persona anziana, amava il suo vivaio, ma ormai per lui seguirlo da solo era un'incombenza troppo grande e quindi si faceva aiutare da giovani stranieri che avevano bisogno di guadagnarsi qualche soldo e di avere un posto dove stare, diverso dalla strada, evitando così un brutto destino. Ha fatto del bene e si è ritrovato ucciso dalla stessa persona che aveva assunto. Ha pagato la propria bontà». L'attenzione degli inquirenti ora è concentrata su questo giovane rumeno, ultimo assunto da Spadari.
«Mio zio (il fratello di Spadari, ndr) e uno tra i suoi dipendenti più fidati, anche lui rumeno» ha proseguito nel ricordo la figlia Lucia «hanno cercato di far desistere mio padre dall'assumere quel ragazzo. Hanno detto che aveva una faccia che non li convinceva. So che quando sono stati sentiti dai carabinieri, sia mio zio che il dipendente, da una foto segnaletica, hanno riconosciuto, l'ultimo assunto da mio padre. Questo significa che era già schedato. Ora spero solo che lo trovino».
Tremila euro e un bancomat spariti e la sua auto ritrovata ad alcuni chilometri dal luogo del delitto. Potrebbe essere questo il movente dell' omicidio di Spadari. I carabinieri che indagano sulla sua morte stanno cercando un romeno che da alcuni giorni lavorava per la vittima e di cui si sarebbero perso le tracce. «La vittima è stata colpita da una pietra, anche se non è scontato che questa sia stata la causa del decesso», ha detto il sostituto procuratore di Ferrara, Barbara Cavallo, che coordina le indagini. «Di certo», aggiunge», «è stato occultato il cadavere, trovato sotto piante e tubi per l'irrigazione».
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