Barcon, il Credito Trevigiano vota contro

Milleduecento soci all’assemblea annuale hanno bocciato all’unanimità il maxi-progetto industriale

Milleduecento soci uniti nel dire no al progetto di Barcon. Una presa di posizione netta avvenuta ieri mattina in occasione dell'assemblea annuale dei soci del Credito Trevigiano svoltasi nel tendone allestito all'ex foro Boario. Si è votato il bilancio, all'interno del quale era presente una parte dedicata al «bilancio sociale ed ambientale». Una sezione in cui compare un documento nel quale viene recepita la puntuale analisi condotta dalla Fondazione Villa Emo (costola del Credito Trevigiano) sulle conseguenze della realizzazione del progetto Barcon. Insomma un manifesto contro il mega progetto industriale che le ditte Colomberotto spa e Rotocart spa vorrebbero realizzare, con la benedizione del sindaco vedelaghese Paolo Quaggiotto, nella campagne della frazione di Vedelago. Il documento, come tutto il bilancio, è stato votato all'unanimità da tutta l'assemblea. Tra i votanti anche l'assessore all'ambiente di Castelfranco Nazzareno Gerolimetto, socio della banca e presidente della Coldiretti di Castelfranco. L'associazione di categoria si era già pronunciata contrariamente al progetto. Gerolimetto ha sottolineato l'importanza della tutela del paesaggio e della terra, un bene primario cui non si può rinunciare, ed ha ribadito il pericolo della cementificazione e del consumo di territori agricoli. «La nostra è una banca di territorio», ha ribadito il presidente del Credito Trevigiano Nicola Di Santo, «una cassa rurale nata per essere vicina agli artigiani, alle piccole imprese, agli agricoltori. La difesa di queste categorie è tra i nostri obiettivi e proprio per questo stiamo conducendo questa battaglia contro il progetto di Barcon. Presentati in assemblea i dati relativi all'attività 2011 dove il capitale sociale del Credito ha toccato quota 1,4 milioni di euro.

Daniele Quarello

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