Scoperta la pistola che ha ucciso Manu

L’agguato di Pieve di Soligo. Svolta nelle indagini dei carabinieri dopo la perizia sul proiettile che ha freddato Simonetto
Bolognini Pieve Di Soligo ripresa omicidio
Bolognini Pieve Di Soligo ripresa omicidio

La pistola che a Pieve di Soligo ha ucciso Emanuele Simonetto ha un nome, e forse anche qualcosa in più.

Secondo quanto trapela dagli investigatori, gli esami disposti dai carabinieri sui resti di proiettile recuperati durante l’autopsia sul corpo del caporeparto freddato nel cortile della sua azienda, avrebbero fornito una risposta precisa.

I carabinieri pare abbiano in mano così l’identikit dell’arma, un revolver di cui ora si conoscerebbe marca, modello e potenziali analogie con altre armi.

Sul fatto, investigatori e Procura mantengono il più stretto riserbo, ma l’atmosfera pare cambiata rispetto ai giorni scorsi quando le indagini si erano scontrate con una realtà che sembrava non dare alcuno spunto all’indagine.

Ad essere decisiva per il decesso di Simonetto, quindi, l’ogiva del secondo colpo, quello che il killer avrebbe esploso a distanza ravvicinata, puntando al cuore, convinto probabilmente che quel primo colpo sparato mentre Simonetto era in auto non fosse stato letale come invece stabiliscono le analisi del medico legale. Il proiettile (differentemente dal primo che si è frantumanto prima nell’impatto con il parabrezza e il cruscotto, e infine con il corpo del 49 enne) si è conficcato in una scapola rimanendo quasi intatto e permettendo di effettuare un’analisi di carattere balistico.

Continua nel frattempo l’analisi dei tabulati telefonici della zona e quelli dei telefoni messi sotto controlli. Dalle telecamere della zona invece (quelle dei privati perché attorno non ci sono impianti di sorveglianza pubblici) non sembrano essere emersi dettagli utili.

La famiglia Simonetto, dopo i funerali che si sono quattro giorni fa nella chiesa di Catena di Villorba, è in attesa di risposte. L’indagine dei carabinieri si è allargata anche alle cerimonia seguita dalle telecamere dei network locali, ma anche da quelle degli investigatori che hanno ripreso uno per uno i presenti. Prima con maggiore discrezione, poi addirittura all’uscita dal parcheggio per immortalare anche le targhe della auto. Oggi pomeriggio, intanto, si svolgerà la veglia di preghiera nel luogo del delitto, in via Zaniol.

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