Portiere denuncia «Minacciato di morte dai tifosi avversari»

Alex Cordaz di Villa di Villa ora difende la porta del Cittadella «Mi hanno detto di subire 3 gol sennò mi avrebbero ucciso»
PRANDI CORDAZ FROSINONE-TREVISO 20-09-2008 PH.RICHIARDIFOTOCRONACHE FROSINONE-TREVISO SERIE B 20-09-2008
PRANDI CORDAZ FROSINONE-TREVISO 20-09-2008 PH.RICHIARDIFOTOCRONACHE FROSINONE-TREVISO SERIE B 20-09-2008

 Prima una bomba carta, poi una telefonata di minacce. Altro che calcio: l’ultimo weekend vissuto da Alex Cordaz è stato ai limiti dell’aggressione.

Il portiere di Villa di Villa, che in passato ha vestito anche la maglia del Treviso e che oggi difende i pali del Cittadella, ha denunciato di esser stato minacciato di morte venerdì notte a Villa Albani, a 2 chilometri dallo stadio San Francesco di Nocera Inferiore, a 12 ore dall’inizio del match di serie B tra Nocerina e Cittadella.

Un clima intimidatorio che non ha scalfito la corazza di Cordaz, diventato invece protagonista assoluto della vittoria della squadra guidata dal riesino Claudio Foscarini.

«Venerdì notte alle 2.05 i tifosi della Nocerina hanno fatto scoppiare una bomba carta dentro al recinto del nostro albergo – svela il portiere di Villa di Villa – abbiamo avuto paura. Ma non è finita qui, perché alle 2.30 il receptionist della hall mi ha passato una telefonata intimidatoria. Quello della hall mi ha detto che c’era una chiamata urgente per me. Si sono qualificati come tifosi della Nocerina, mi hanno minacciato dicendomi che mi avrebbero fatto saltare per aria se non avessi preso 3 gol. A tutto questo sono state aggiunte offese a mamma e cari».

Con Cordaz in albergo c’erano altri tre trevigiani, tutti informati della vicenda: gli asolani Michele Pellizzer e Alberto Marchesan (rispettivamente difensore e centrocampista di 22 e 31 anni) e il montebellunese Daniele Gasparetto(23).

Il più provato dalla vicenda avrebbe dovuto essere proprio Cordaz, che ha ricevuto direttamente le minacce, ma, sabato è riuscito a sciorinare una prestazione sontuosa. «Scherzando in mattinata avevo detto al mister di essere provato – ribadisce l’ex portiere del Treviso – ho cercato di buttarla sul ridere. Sono sceso in campo tranquillo e stavo bene. Ho fatto una bella partita e abbiamo portato a casa i tre punti».

Il portiere di Villa di Villa aveva già vissuto episodi simili. «Quando giocavo all’Acireale mi era capitato a Gela di fare un riscaldamento con 4 che mi correvano dietro. Sono cose che possono succedere da quelle parti. Comunque a Nocera, a fine partita, mi hanno fatto i complimenti. Per me è tutto archiviato». Ma non per la polizia: per minacce gravi infatti si procede d’ufficio, non è escluso che le indagini passino direttamente al commissariato campano.

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