Zaia rivuole l’Oras «L’ospedale di Motta tornerà alla Regione»
ODERZO
Zaia inaugura il pronto soccorso di Oderzo, e «rivuole» l’ospedale di Motta. Fine dell’esperienza della gestione pubblico-privato all’ospedale riabilitativo di alta specializzazione mottense? La direzione dell’Oras esprime stupore. Ieri mattina il presidente della Regione Luca Zaia era ad Oderzo per l’inaugurazione del nuovo pronto soccorso opitergino. Nel suo discorso Zaia si è soffermato anche sull’altra importante realtà locale, l’Oras mottense. «Credo – ha affermato – che l’esperienza dell’ospedale mottense debba essere valutata come una realtà da inglobare nel nostro servizio sanitario regionale. Si può pensare di riportarlo in capo a noi». Fuori dunque il privato e riappropriazione al 100% dell’Oras da parte della Regione? Solo tre giorni fa la giunta regionale aveva firmato la delibera di giunta regionale di stabilizzazione della sperimentazione mista mottense, dandosi 90 giorni di tempo per definire le linee di sviluppo delle società. Le parole di Zaia fanno tremare l’Oras al pensiero di dover riconvertire al sistema pubblico contratti dei lavoratori ed intera gestione dell’ospedale. «Sono rimasto stupito dalle parole del presidente Zaia –ha affermato il direttore generale dell’Oras Alberto Prandin– non so cosa abbia voluto dire ma solo tre giorni fa ha firmato la delibera per la stabilizzazione della sperimentazione. Non ci sto capendo più niente». Più cauto il sindaco di Motta Paolo Speranzon: «Si tratta di un argomento di competenza regionale. La giunta ha 90 giorni di tempo per decidere le linee guide della stabilizzazione. Questa è una delle possibilità, non l’unica. Vedremo cosa deciderà la Regione». Attualmente l’Oras è una società per azioni partecipata al 73% dall’Ulss 9 di Treviso, al 23% dalla Casa di Cura di Abano Terme ed al 2% dal comune di Motta: l’unico caso in Italia che testimonia come il privato possa entrare nella gestione della rete regionale socio-sanitaria con risultati eccellenti. Eccellenza di cui ora la Regione vuole appropriarsi? Parlando in generale del sistema sanitario regionale, Zaia ha sottolineato: «Siamo gli unici in Italia ad essere riusciti a tenere alta la qualità dei servizi senza utilizzare la leva fiscale dell’addizionale Irpef. Quest’anno, come nel 2010, chiudiamo il bilancio sanitario in attivo, nonostante i continui tagli sulla sanità a livello nazionale. L’ultimo annuncio è un taglio di altri 8 miliardi complessivi da sostituire applicando un ticket sui ricoveri. Il Veneto è assolutamente contrario: siamo l’unica regione italiana a non aver ancora introdotto tale ticket». Il presidente Zaia ha anche toccato i punti critici della sanità veneta: liste d’attesa chilometriche e rapporto umano personale sanitario-pazienti scarso. «Chi entra in un ospedale veneto viene curato in maniera eccellente – ha sottolineato – gli standard qualitativi nelle cure sono stati raggiunti; ora la vera sfida è nella prevenzione ed accettazione dei pazienti. La qualità che i cittadini percepiscono è anche l’attenzione che viene posta ai loro dubbi e alle loro paure. Dobbiamo lavorare sul delicato fronte dell’umanizzazione dei servizi erogati in riferimento sia alle liste d’attesa e sia al rapporto sanitari-pazienti».
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