Pedofili a Treviso, indagato 70enne

Pedofilia a Treviso, la Procura di Venezia ha iscritto nel registro degli indagati un imprenditore settantenne trevigiano.
Si tratta di un nuovo sviluppo dell’inchiesta della Squadra Mobile che aveva portato agli arresti di Mario Caccavale e Ennio Costa.
L’accusa nei confronti dell’uomo, sposato con figli, è di tentata induzione alla prostituzione minorile e atti sessuali con minorenni.
Gli investigatori sono arrivati a lui grazie al racconto di alcune ragazzine straniere che l’imprenditore avrebbe tentato di adescare.
Una quindicenne straniera, in particolare, ha raccontato di essere stata avvicinata dal settantenne all'esterno di un supermercato: dopo aver conosciuto l'anziano, questi avrebbe cercato di corrompere la ragazzina regalandole ricariche telefoniche ed una collanina.
La giovane però non ha ceduto alle voglie perverse dell'uomo.
Venerdì pomeriggio è scattata la perquisizione all’interno del suo appartamento alle porte di Treviso. Ma dal computer e dal cellulare sequestrati non sarebbero emersi particolari utili alle indagini.
Dopo gli arresti di Mario Caccavale ed Ennio Costa, nel novembre scorso, l’inchiesta della Mobile di Treviso si allarga dunque a questa terza persona
I fatti che hanno portato a scrivere il suo nome nel registro degli indagati risalgono all'estate scorsa. Una 15enne racconta agli investigatori di essere stata avvicinata dal 70enne all'esterno di un supermercato.
La seconda ragazzina a finire nel mirino è stata un'altra straniera, sempre quindicenne: a presentarla al settantenne è stata un'altra minore, una quattordicenne, straniera anch’essa.
I due si conoscono all'interno di un pub. Anche i genitori di lei appoggiano quella che all’inizio sembra un’amicizia: ignorano le vere intenzioni del 70enne che finge di offrire aiuto sia alla piccola che all'intera famiglia.
L'anziano incontrerà la giovanissima, la inviterà a pranzo e cercherà di convincerla ad avere un rapporto sessuale con lui in auto. Anche in questo caso l'uomo si dovrà arrendere di fronte al fermo no della 15enne.
L'imprenditore, alla notifica del provvedimento, avrebbe risposto con una sequela di «Non so» alle contestazioni.
Gli agenti hanno perquisito sia l'abitazione che l'azienda dell'uomo, ma gli agenti non avrebbero per ora trovato nulla di utile per le indagini. Dunque l'inchiesta sulla pedofilia torna di nuovo a far tremare la città: finora tre gli over 65 coinvolti ma nelle prossime settimane non si esclude che la lista possa ulteriormente allungarsi.
Mario Caccavale nelle scorse settimane ha chiesto il rito abbreviato, puntando allo sconto di un terzo della pena. Il legale dell’orafo trevigiano accusato di prostituzione minorile e violenza sessuale ha depositato la richiesta per evitare così il dibattimento processuale. Il pubblico ministero veneziano Giovanni Zorzi ha già ottenuto di fatto il rinvio a giudizio del sessantasettenne Mario Caccavale, il gioielliere di via Canova accusato di pedofilia.
Diverso il percorso processuale di Ennio Costa, sul quale l’autorità giudiziaria lagunare si era dichiarata incompetente spedendo il fascicolo a Treviso. A dare il via alle indagini della squadra mobile della questura di Treviso era stata la segnalazione dei servizi sociali del Comune.
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