Radiazioni in reparto Il giudice manda un perito a misurarle

Un tecnico dovrà stabilire se al Ca’ Foncello ci sono rischi E dopo il ricorso degli infermieri, mobilitati anche i medici
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di Sabrina Tomè

Un perito in ospedale per stabilirte se ci sono radiazioni ionizzanti pericolose per i dipendenti. L’incarico è stato deciso dal giudice Massimo Galli del tribunale di Treviso dopo il ricorso d’urgenza presentato da 25 infermieri contro l’azienda sanitaria.

Il personale del pronto soccorso ortopedico, della sala operatoria ortopedica e della sala gessi del Ca' Foncello, ha chiesto maggiore tutela a fronte dei rischi per la salute dovuti alle radiazioni a cui sarebbero esposti . Più precisamente i lavoratori, rappresentati dall’avvocato Margherita Albani del foro di Ancona, hanno sollecitato il riconoscimento dell'indennità di rischio radiologico nella misura massima prevista dalla legge e il congedo aggiuntivo di 15 giorni l'anno da computarsi come ferie biologiche. In sostanza più soldi e più giorni di riposo. Richieste contestate dall'Usl 9 che, tramite l'avvocato Maurizio Jacobi del foro di Treviso, ha invece assicurato le condizioni di totale sicurezza in cui gli infermieri operano al Ca' Foncello. La direzione dell’ospedale ha sostenuto di aver istituito una commissione a tale scopo: controlli attenti e prolungati avrebbero escluso pericoli per la salute degli infermieri. Di qui il provvedimento, risalente alla fine dello scorso luglio, col quale erano stati cancellati alcuni dei benefici riconosciuto fino a quel momento dal personale del reparto. Gli infermieri, per tutta risposta, hanno chiesto l’intervento del giudice che dopo essersi riservato la decisone e dopo aver esaminato le contrapposte posizioni, ha infine deciso la nomina di un consulente tecnico d’ufficio. Il perito così incaricato dovrà ora esaminare le condizioni di lavoro all’interno del Ca’ Foncello e in particolare stabilire se la misurazione delle radiazioni ionizzanti è stata fatta correttamente. Ma il tecnico - sostengono i lavoratori - dovrà valutare anche i fattori ambientali e quelli individuali; dovrà esaminare l’efficacia del materiale di protezione fornito agli infermieri, dai camici agli occhiali. Le operazioni sono già iniziate e il ctu ha acquisito i documenti della direzione ospedaliera e del personale. La prossima udienza, durante la quale verrà affrontata la discussione, è stata fissata per il 22 maggio. E, intanto, la vertenza potrebbe allargarsi. Sul piede di guerra, infatti, stanno scendendo anche i medici di Ortopedia che proprio in queste ore stanno decidendo se ricorrere a loro volta al giudice del tribunale di Treviso. «Non è questione di soldi, ma di prevenzione», ha sottolineato l'avvocato dei lavoratori Margherita Albani al momento dell’avvio della causa degli infermieri.

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