Nonno Astorre, ultimatum al figlio

Il figlio di Astorre Vecchiati dovrà provvedere a dare un degno funerale a suo padre entro due giorni. Altrimenti ne pagherà le conseguenze. Ieri, il Comune di Treviso ha fatto quello che tutti i trevigiani speravano facesse: ha affrontato faccia a faccia la persona che per anni ha goduto del favore dell’anziano novantonttenne e l’ha messo davanti alle sue responsabilità. A muoversi sono stati i vigili urbani, sulla scorta della diffida ufficiale formalizzata dall’ufficio anagrafe con il benestare di assessori e sindaco. Il testo della comunicazione è essenziale, stringato quanto basta. Parla già troppo l’assurdità della situazione: la salma del nonno clochard, quello che aveva dato tutti i suoi averi per il figlio, abbandonata da un mese e mezzo nella cella frigorifera dell’obitorio di Treviso perchè nessun familiare si è impegnato a darle degna sepoltura. Legittimo erede fra tutti. La diffida è partita ieri mattina ed è stata consegnata a mano. Il figlio pare non aver alzato ciglio, a differenza di quanto sta facendo l’intera città che tra lettere, telefonate, collette, incontri, si è attivata per organizzare il funerale e fare fronte da sè alle spese. Treviso attende solo un segno. «Ci basta sapere che fare – hanno ripetuto ieri molti trevigiani –con chi parlare e quanto pagare. La situazione è inaccettabile e scandalosa». Le cose sarebbero andate in maniera diversa, forse, se pochi giorni dopo la morte del 98enne non fosse mancato anche il suo tutore legale lasciando la situazione in un problematico impasse burocratico. A gestire la questione devono essere i familiari. Così vuole le norma. Ma il Comune, formalizzata la diffida, è pronto a scavalcarli pur di mettere la parola fine al dramma. Non sarebbe giusto, non sarebbe «socialmente corretto», ma meglio così che assistere ancora allo scandalo. La diffida lascia solo due giorni di tempo ai familiari. Trascorse 48 ore, interverrà Ca’Sugana. Organizzerà funerale e sepoltura, poi si farà valare nei confronti dei legittimi eredi a suon di legali e carte bollate.
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