Smog, Adinolfi «striglia» la Regione

di Alessandro Zago
Contro l’emergenza delle polveri sottili servono interventi urgenti ma soprattutto unitari, ossia su scala regionale, che coinvolgano tutte le Province e i Comuni. Limitazioni al traffico comprese. E quindi «deve» essere la Regione a creare un tavolo allargato per stabilire provvedimenti anti-smog validi per tutti. Il prefetto di Treviso Aldo Adinolfi, ieri sera alla fine del Comitato di ordine pubblico, sentiti i dati snocciolati dall’Arpav sull’inquinamento da Pm10, ha deciso di scrivere al prefetto di Venezia - coordinatore di tutte le prefetture venete - affinché in materia di salubrità dell’aria richiami alle proprie responsabilità la Regione Veneto. La situazione è infatti allarmante, soprattutto per la Marca: i primi 24 giorni di gennaio 2012 hanno infatti registrato 22 sforamenti quotidiani del limite di legge per le Pm10, pari a 50 microgrammi per ogni metro cubo d’aria. Un dato impressionante, grave quanto gli sforamenti registrati dall’Arpav nel 2005 sempre nello stesso lasso di tempo. L’Arpav ha cominciato a monitorare la qualità dell’aria dal 2004, anno in cui nei primi 24 giorni di gennaio gli sforamenti furono 14, per salire appunto a 22 nel 2005, scendere a 18 nel 2006 e nel 2007, a 13 nel 2008, 11 nel 2009, salire a 17 nel 2010, scendere ancora a 13 nel 2011 e risalire a 22 sforamenti quotidiani nei primi 24 giorni del 2012. Ciò significa che il clima la fa da padrone: con il freddo il tasso delle Pm10 diventa altissimo, l’unica soluzione per tamponare l’emergenza è quindi quella di adottare non provvedimenti a macchia di leopardo ma appunto a livello regionale. Da qui la decisione di Adinolfi: la Regione deve far diventare organo veramente operativo il Cis, il Comitato di indirizzo e sorveglianza regionale, per coinvolgere poi i Ttz, i tavoli tecnici zonali provinciali. E attuare, se serve, anche dei blocchi globali del traffico.
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