«Paghiamo noi il funerale di Astorre»

Potrebbe non essere elemosina ma solidarietà l’ultimo atto della storia di Astorre Vecchiati, il nonno clochard morto il 12 dicembre scorso e da allora abbandonato in una delle celle frigorifere dell’obitorio di Treviso.
La città a cui per anni ha chiesto monetine e aiuto sembra essersi mobilitata per lui. La guida l’indignazione per una storia di solitudine e abbandono, ma anche il ricordo di quell’anziano che aveva deciso di rinunciare a tutto per favorire un figlio che oggi pare sparito.
«Sono pronto a pagare io il funerale di Astorre – dice un noto imprenditore trevigiano che prega di rimanere anonimo –che quell’uomo non abbia ancora trovato una degna sepoltura è una situazione incredibile e inaccettabile. L’atteggiamento dei familiari è assurdo. Se non provvedono loro, sono pronto a farmi avanti».
E’ una gesto d’affetto incondizionato. Ma non isolato, fortunatamente. Ieri la città non parlava d’altro. Tra lo stupore e l’incredulità, tanti si sono detti pronti a fare la loro parte. Decine di telefonate in redazione, mail ma non solo.
Alla Fioreria di piazza Trentin, titolare e clienti si sono già organizzati. «Vorremmo sapere solo come fare – dicevano ieri mattina – a chi rivolgersi e come. Siamo pronti a fare la nostra parte».
Sono stati gli stessi clienti a lanciare l’idea, accolta di buon grado e rilanciata. «Ci offriamo di riunire tutti quelli che vorranno partecipare –seguono i due titolari – è una questione di solidarietà». Si lanciano anche richieste di un tavolo in piazza per raccogliere fondi o proposte, disponibilità e iniziative per risolvere una situazione grottesca e drammatica.
Il Comune ha cercato di muovere le cose contattando i familiari ma la risposta è stata un muro. Nessuna disponibilità a prendersi in carico il corpo del povero 98enne, la cui tumulazione avrebbe potuto essere gestita dal tutore legale nominato anni fa dal giudice del tribunale di Treviso se non fosse a sua volta scomparso pochi giorni dopo la morte di Astorre Vecchiati.
A Ca’Sugana, sul tema, gli animi sono tesi. Pesa la convinzione che ci sia una famiglia capace di voltare le spalle a una anziano che nella sua vita, di contro, ha dato tutto. Si parla di «assoluta insensibilità», di «comportamento scorretto, inaccettabile», «l’intervento della famiglia sarebbe doveroso si in termini giuridici che di correttezza sociale».
Ma qualora nessuno si faccia avanti c’è la diponibilità a gestire la questione e dare degna sepoltura al novantottenne. La disponibilità della gente? «Gesto bellissimo, ma la famiglia non può esimersi dai suoi compiti». Il funerale quindi, ad oggi, resta bloccato.
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