Sfregia la fidanzata per onore: arrestato

La diciottenne salvata da un passante. Il colombiano di 25 anni l’ha pestata davanti al Supersonic mandandola all’ospedale
- La ragazza sosteneva di esser stata stuprata
- La ragazza sosteneva di esser stata stuprata

di Federico de Wolanski

SAN BIAGIO DI CALALTA

L’ha presa a pugni in faccia sfregiandole il volto con gli anelli incurante del fatto che avesse 18 anni appena. Poi ha continuato a pestarla a calci. L’ha trasformata in una maschera di sangue e dolore nel buio di via Como, a pochi passi dalla discoteca Supersonic. Gridava: «La devo ammazzare, mi ha disonorato, la devo ammazzare». I carabinieri di San Biagio sono arrivati prima che riuscisse, nella notte di lunedì, a mettere a segno il suo piano, arrestando l’aggressore: un colombiano di 25 anni, Miguel Ricardo Caicero Valenzuela residente a Pordenone.

Ad allertarli è stata la telefonata convulsa di un passante che ha notato l’uomo in piedi davanti al corpo di una ragazza in lacrime e lamenti. Quando sono arrivati sul posto, i militari l’hanno trovato fortunatamente ancora così. Le stava gridando «ti ammazzo», aveva la meni insanguinate e il volto segnato dall’alcol. Tutto è accaduto poco prima dell’una. I due, colombiano lui, dominicana lei, erano arrivati in macchina da Pordenone con un gruppetto di amici. Poco prima di entrare in discoteca però il 25enne ha chiesto di essere lasciato da solo con la ragazza. «Ha detto che dovevano chiarire alcune cose» racconteranno in seguito gli amici stranieri.

Ma il chiarimento si trasforma ben presto in un pestaggio in piena regola. La ragazza, residente a Portogruaro, non riesce né a reagire né a proteggersi dalla furia del compagno. In pochi istanti è a terra, inerme.

Quando i militari arrivano e lo fermano, lui continua ad accanirsi contro la giovane. Non si arrende nemmeno quando i sanitari la caricano in ambulanza per trasportarla d’urgenza in ospedale. La furia è tale da ingaggiare uno scontro anche con uno dei militari che riportà 8 giorni di prognosi per una lesione al polso. «Era una furia – raccontano i militari – voleva pulire un’onta». Quale? Non si sa. Forse un tradimento. Ubiaco fradicio, il colombiano viene così ammanettato e trasportato al carcere di Santa Bona dove dovrà far fronte all’accusa di resistenza a pubblico ufficiale lesioni e ubriachezza. La ragazza, visitata fino all’alba dai medici del pronto soccorso di Treviso, è ancora in ospedale. Ha riportato gravi contusioni e ferite profonde al volto, che i medici hanno dovuto suturare con parecchi punti di sutura, oltre alla frattutra di un dito. Più una serie di lesioni superficiali in altre parti del corpo. La prognosi è di 30 giorni.

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