Ecco il blog per le patite dello shopping / LEGGI

Dall’ultimo smalto di Chanel ai collant carne, i «must» da avere e gli orrori da evitare: Fabiana Pesci su tribunatreviso.it

Un uomo non ti tratterà mai meglio di un grande magazzino», dice la protagonista di “I love shopping”, film tratto dal fortunato libro di Sophie Kinsella, in cui si riconoscono legioni di “shopaholic”, dipendenti da shopping compulsivo. E’ a loro che la Tribuna di Treviso regala da oggi “Shop & The City”, un nuovo blog dedicato a tutte le “shop addicted” o più semplicemente a chiunque (non solo il gentil sesso) sia in cerca di qualche consiglio per acquisti giusti, di classe e, se possibile, senza spendere un occhio della testa, specie di questi tempi.

«Must have», ricerca spasmodica dei pezzi di stagione, trucchetti del mestiere e naturalmente gli errori da non fare: di questo e altro parlerà su www.tribunatreviso.it “Shop & The City”. Gli orrori da evitare, dicevamo: dai collant tinta carne ai pantaloni verde mela.

Il blog lo firma Fabiana Pesci, trentenne collaboratrice della Tribuna e degli altri tre quotidiani della divisione veneta del Gruppo Espresso: Mattino di Padova, Nuova Venezia e Corriere delle Alpi. Fabiana, che vive e lavora a Padova, si occupa di scuola e università ma è lei stessa a confessare la sua vera, grande passione, almeno dall’età di 16 anni: «Fu il mio battesimo di fashion addicted. Deposto l'Invicta ho cominciato ad infilare i libri in una borsa di mia madre. Ricordo meno volentieri quando le ho rotto i manici per il peso della cultura». La filosofia di Fabiana è che lo shopping «ossigena il sangue, tonifica i muscoli, durante i saldi fa pure dimagrire, aguzza l'ingegno e fa girare l'economia. È una dipendenza che fa bene, basta non essere troppo legati al concetto di pareggio di bilancio, in particolare ad inizio stagione, autunno-inverno o primavera-estate che sia». E avverte: «Guai a chi mi chiama fashion victim. L'unica eventuale vittima è colei che osa frapporsi tra me ed il mio prossimo trofeo di guerra: l'ultimo smalto in edizione limitata di Chanel». Fabiana dice anche di aver fatto un test di shopping compulsivo su internet. Il risultato è stato “prognosi riservata”. Ma precisa: «Non occorre che una cosa costi un capitale perché finisca nel mirino di una fashion addict doc: ho dovuto combattere settimane per un braccialetto da 5 miseri euro o i mitici orecchini con teschietti e swaroski. Sono fermamente convinta - continua - che una borsa ben acquistata sia un vero e proprio investimento per il proprio futuro. Perché la borsa è un'appendice di sè che racconta l'80 per cento di chi la indossa».

Cosa comprare e anche cosa evitare assolutamente: «La regola è sempre una - spiega Fabiana -: leopardi, zebre e tigri stanno nella savana, i colori pastello negli astucci dei bambini e se un paio di scarpe viola tacco 12 sono ancora lì dopo una stagione, pure scontate del 50 per cento, probabilmente è destino che restino lì per sempre».

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