Sponsorizzazioni gonfiate: condannato

RIESE
Avrebbe utilizzato fatture gonfiate per sponsorizzazioni sportive per scaricarle e dichiarare il falso all’Erario: Reginato Benvenuto, 47 anni residente a Casella d’Asolo è stato condannato a un anno e due mesi di reclusione, pena sospesa. Sette mesi in meno rispetto alle richieste del sostituto procuratore titolare del fascicolo, Valeria Sanzari che aveva chiesto per lui una condanna a un anno e 9 mesi di reclusione. Reginato era accusato di avere evaso il fisco per svariate migliaia di euro. Secondo le accuse, in qualità di legale rappresentante della Errebi srl, che ha sede legale a Riese Pio X e produce sacchetti in plastica e altri prodotti impermeabili, si sarebbe servito di alcune fatture emesse dalla Brickell Avenue srl, società che si occupa di sponsorizzazioni sportive, ritenute parzialmente inesistenti. Fatture che poi avrebbe indicato nelle dichiarazioni annuali come elementi passivi fittizi. In tutto erano contestate 18 fatture emesse tra il 2005 e il 2008 per decine di migliaia di euro, per un imponibile stimato attorno ai 288 mila euro. Fatture giustificate come sponsorizzazioni nel mondo sportivo, sponsorizzazioni che venivano effettivamente fatte ma, secondo gli inquirenti, non per gli importi che poi venivano contabilizzati. Secondo l’accusa infatti sarebbero state emesse fatture gonfiate al fine di consentire alle imprese clienti di appesantire nella contabilità la voce costi e diminuire le imposte da versare allo Stato. Le pubblicità comparivano poi effettivamente su macchine da rally e moto da corsa durante le competizioni sportive effettuate un po’ in tutta Italia, ma sarebbero stati pagati in realtà importi inferiori rispetto a quanto scritto nella contabilità. In particolare, in base alle accuse, Reginato per l’anno 2005 avrebbe indicato fatture per operazioni inesistenti per un imponibile di 165 mila euro. Per quanto concerne invece l’anno 2006 sarebbero state indicate fatture per operazioni inesistenti per un imponibile complessivo di 75 mila euro. Ieri la chiusura del processo con la condanna dell’imprenditore difeso dall’avvocato Luciano Gazzola del Foro di Treviso. (s.g.)
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