Caccia, a processo due dipendenti della Provincia

Le accuse: traffico illecito di uccelli da richiamo, furto violazione delle leggi venatorie e maltrattamenti
Passerini Treviso cerimonia 2 novembre piazza vittoria
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di Serena Gasparoni

Rinviati a giudizio nove degli undici indagati nell’inchiesta su un traffico illecito di uccelli da richiamo.

Il giudice dell’udienza preliminare Silvio Maras ha infatti fissato l’udienza per il prossimo 7 febbraio durante la quale i 9 imputati saranno chiamati a rispondere a vario titolo per i reati di traffico illecito di uccelli da richiamo, violazione della legge sulla caccia, maltrattamento di animali, furto aggravato e abuso d’ufficio.

Dopo aver disposto il non luogo a procedere per il reato di associazione a delinquere Maras ha comunque ritenuto sufficienti le prove contro due dipendenti della Provincia, Efrem Bolzan, guardiacaccia ora in pensione, ed Edy Gerotto (spostata dal settore caccia ad un altro), Maurizio Pasin, 52enne di Cordignano, gestore di un centro di cattura, un ristoratore di Caneva, e altri 5 cacciatori. In merito agli altri due cacciatori coinvolti nell’inchiesta, del cui fascicolo è titolare il procuratore capo Antonio Fojadelli, il giudice ha accolto la richiesta di rito abbreviato per uno di loro, mentre il secondo ha preferito pagare una multa di 4 mila euro.

L’inchiesta era partita dalla Guardia Forestale e nel febbraio del 2008 aveva portato al sequestro del centro di cattura di Cordignano, attorno al cui gestore, Pasin sembrerebbe ruotare l’intera vicenda. L’uomo secondo le accuse avrebbe tenuto una quantità di uccelli da richiamo superiore al consentito allo scopo di rivendere la differenza al mercato clandestino, dopo averne individuato illegalmente il sesso attraverso la pratica del “sessaggio”.

La legge infatti dispone che si possono catturare solo 1.500 uccelli da richiamo all’anno e ogni cacciatore ne può tenere al massimo 40. E ancora: i volatili si acquistano solo in strutture autorizzate e non può esserne scelto il sesso.

Maurizio Pasin, invece, avrebbe messo in piedi un mercato parallelo clandestino garantendo agli acquirenti solo maschi giovani.

Secondo gli investigatori, infatti, nel centro sui vari uccelli veniva praticato un taglio allo scopo di determinarne il sesso. Una pratica questa che consentiva di individuare quali erano maschi, nettamente preferiti dai cacciatori,ma in contrasto con le regole che disciplinano il settore.

Pasin dovrà rispondere di furto aggravato degli animali sottratti al patrimonio faunistico, e maltrattamento. Accusa di abuso d’ufficio, invece, per i due dipendenti della Provincia: uno avrebbe commesso irregolarità nel controllare il numero di uccelli da richiamo che venivano effettivamente portati dai centri di cattura, mentre l’altro avrebbe registrato un numero inferiore di volatili rispetto a quelli catturati. In sostanza avrebbero coperto l’attività illecita del centro. Per il ristoratore di Caneva e gli altri cacciatori le accuse vanno da violazione della legge sulla caccia al traffico illecito di uccelli da richiamo.

L’udienza si aprirà quindi il prossimo 7 febbraio avanti al tribunale di Treviso. Sul banco degli accusati, appunto, nove imputati chiamati a rispondere a vario titolo per i reati di traffico illecito di uccelli da richiamo, violazione della legge sulla caccia, maltrattamento di animali, furto aggravato e abuso d’ufficio. Decisamente una brutta pagina per il mondo della caccia.

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