“Signore & Signori” rinasce a teatro

Natalino Balasso guida una bella pattuglia di attori veneti sul capolavoro di Pietro Germi girato a Treviso

Nel piccolo teatro di Thiene, una specie di bomboniera che sembra un salto nel passato, comincia la seconda vita di “Signore & Signori”, uno dei film pilastro della commedia italiana anni Sessanta, Palma d’Oro e David di Donatello, imprescindibile metro di giudizio spazio temporale per uno spicchio d’Italia fermato in un momento storico di gabbie sociali ormai arrugginite e fughe in avanti senza possibilità di traguardi.

Il sogno di Piergiorgio Piccoli e Aristide Genovese - portare sul palcoscenico sotto l’insegna di Theama Teatro il capolavoro di Pietro Germi - diventa realtà qui: prima l’idea, poi l’acquisto dei diritti, e la formazione di un cast tutto veneto, sfaccettato, brioso. Finalmente, la sera della prima. Cosa sarà, questo “Signore & Signori”?

La risposta arriva in fretta, ben prima che si consumino per intero i tre episodi che compongono la trama: è un’irresistibile commedia, dove si ride molto e mentre si ride si incamerano amarezze che faranno riflettere a sipario chiuso. Perché la storia è quella, un crescendo di bassezze, infamie e crudeltà che culminano nel dramma della ragazzina adescata, rispetto al quale la regia di Piccoli ha tocco leggero ma non fa sconti.

Il “Signore & Signori” di Thema è un omaggio a Germi, di cui rispetta tempi e tracce e testi; è un omaggio al film, nel bianco e nero della scenografia (spigoli a vederla di fronte, un arco a vederla dall’alto), nell’incalzare della colonna sonora di Carlo Rustichelli, un pentagramma che è come una macchina del tempo.

Questo gioiello di racconto, così ben trasportato nel teatro, Genovese e Piccoli lo affidano sulla scena a dodici attori veneti (tra cui ci sono anche loro, e il Gasparini di Genovese è veramente una chicca), e il protagonista è Natalino Balasso. Difficile dire in quale delle tre parti dia il meglio di sé: nel morbido e sognante Bisigato, capace di slanci furiosi, o nel rustico Cristofoletto che continua imperterrito a scambiare (sembra per ignoranza, ma in realtà con un guizzo d’astuzia profondamente contadina), un reggiseno per un cappellino? In Scarabello, poi, è la quintessenza di quel che un “rompibale” deve essere.

Attorno a lui, un coro sul quale svetta Anna Zago, isterica Gilda Bisigato e incontenibile Betti Soligo, e poi Andrea Pennacchi, Paolo Rozzi, Valerio Mazzucato, Angelo Zampieri, Maz Fazenda, Sara Tamburello (Ippolita perfetta) Anna Farinello (Noemi irresistibile). Silvia Piovan è la cassiera Milena: nessun timore a vestire gli abiti che vestì Virna Lisi.

La scelta del dialetto, che larga parte ha nel copione al di là della babele di inflessioni provinciali che il cast marca e rimarca, potrebbe forse rappresentare un ostacolo alla diffusione nazionale del lavoro? C’è da augurarsi di no.

Rivedere oggi “Signore & Signori” - da figli e da nipoti di quell’epoca - rimane comunque una grande lezione di storia e geografia umana. Imbevute nel sorriso, la crudeltà e la viltà non sono migliori: però, ci sembrano migliori e più volentieri possiamo accettare di farci i conti.

Applausi scroscianti per il debutto, il cast si congeda ballando il twist.

Lo spettacolo sarà al Comunale di Treviso dal 22 al 24 marzo, ad Arzignano il 25. Da ottobre, in tournée.

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