Supercella da oltre 4 mila fulmini e vento a 98 km/h: i numeri del maltempo in Fvg
Il passaggio di una violenta saccatura atlantica taglia in due la regione. Oltre 110 interventi dei Vigili del Fuoco e 27 missioni della Protezione Civile nell'hinterland udinese. Picchi di 117 mm di pioggia in montagna e alberi abbattuti dal vento. Trieste resta all'asciutto

Poche ore, praticamente un pomeriggio, dove il cielo si è fatto prima nero e poi, dopo folate di vento spaventose, grandine, pioggia, è ritornato il sereno. Come se nulla fosse successo.
Ma qualcosa è successo e i danni del passaggio di una violenta saccatura atlantica sul territorio regionale ne sono la prova.
PER APPROFONDIRE
I numeri della supercella temporalesca che ha tagliato in due la regione sono impressionanti: oltre 4.000 fulmini complessivi registrati dai radar, raffiche di vento eccezionali che hanno toccato il picco di 98 km/h a Pradamano e nubifragi localizzati che hanno scaricato fino a 117 mm di pioggia a Cazzaso e ben 50 mm in sole tre ore a Udine. La furia degli elementi ha tenuto sotto scacco l'hinterland udinese, richiedendo ben 110 interventi di soccorso urgenti da parte dei Vigili del Fuoco solo nel capoluogo friulano, supportati da 27 missioni della Protezione Civile che ha schierato sul campo circa 100 volontari e 34 mezzi.
Strade trasformate in fiumi, alberi secolari abbattuti, sottopassi allagati e persino una gru edile crollata al suolo sono il pesante bilancio dei danni. Fortunatamente non si registrano feriti, ma le ferite alla viabilità e alle strutture sono profonde. Per capire la portata di quanto è accaduto nel pomeriggio di mercoledì 10 abbiamo riassunto qui i numeri più significativi.
Oltre 110. La macchina dei soccorsi e gli interventi nella notte
Partiamo dallo straordinario lavoro della macchina dei soccorsi. I telefoni delle sale operative hanno squillato senza sosta a partire dalle prime ore del pomeriggio. I Vigili del Fuoco del comando di Udine sono stati i più sollecitati in assoluto: per fronteggiare la mole straordinaria di chiamate, tra le ore 19 del 10 giugno e le ore 07 dell'11 giugno sono stati portati a termine ben 110 interventi di soccorso tecnico urgente, e alle prime luci del mattino rimaneva ancora una decina di richieste da evadere.
Al fine di sopperire alle richieste in tempi brevi, l'inizio del servizio della squadra notturna è stato anticipato alle ore 19 e il personale del turno diurno è stato trattenuto in servizio per tutta la notte.
Decisamente migliore la situazione per i comandi di Pordenone e Gorizia, dove si sono registrati soltanto una decina di interventi per ciascun comando. Parallelamente, la Sala Operativa Regionale (SOR) della Protezione Civile ha coordinato un totale di 27 missioni, schierando sul territorio circa 100 volontari supportati da 34 mezzi di soccorso per liberare le carreggiate e monitorare le criticità.
| Tipologia di dato operativo | Valore registrato | Note e Dettagli |
| Interventi completati VV.F. Udine | 110 | Eseguiti tra le ore 19:00 del 10 giugno e le 07:00 dell'11 giugno. |
| Richieste VV.F. Udine in attesa | ~10 | Segnalazioni ancora da evadere alle ore 07:00 dell'11 giugno. |
| Interventi VV.F. Pordenone e Gorizia | ~10 per comando | Situazione nettamente migliore rispetto al capoluogo friulano. |
| Missioni totali Protezione Civile | 27 | Coordinate ufficialmente dalla Sala Operativa Regionale (SOR). |
| Volontari PC attivati | circa 100 | Mobilitati per la messa in sicurezza e il ripristino della viabilità. |
| Mezzi di soccorso PC impiegati | 34 | Utilizzati durante le operazioni dell'allerta n. 17/2026. |
Cazzaso, 117 mm. Piogge e nubifragi: i dati delle precipitazioni
Il sistema temporalesco ha scaricato enormi quantità d'acqua in tempi brevissimi. Nella zona montana l'accumulo più significativo si è verificato a Cazzaso con un picco di 117 mm di pioggia registrati nelle 12 ore dell'evento, seguito dai 94 mm complessivi misurati a Tramonti di Sotto. Spostandosi in pianura, il nubifragio ha colpito con un'intensità oraria impressionante: la stazione di Colloredo di Prato ha registrato ben 39 mm di pioggia in appena 1 ora. Nel capoluogo, la stazione di Udine S.O. ha misurato un accumulo complessivo di 53 mm nell'arco di 6 ore, dei quali ben 50 mm sono precipitati in sole 3 ore di massima meteorologica. Emblematico è il contrasto con l'estremo lembo costiero regionale: le stazioni di Trieste (Molo Fratelli Bandiera e Istituto Nautico) hanno fatto segnare 0 mm di pioggia, rimanendo completamente all'asciutto nelle 24 ore.

Più di 1400 nel Pordenonese. La mappa dei fulmini
Qui i numeri più impressionanti. Il nucleo temporalesco è stato caratterizzato da una straordinaria attività elettrica che ha generato oltre 4.000 fulmini complessivi sul territorio. I dati di mappatura dell'Arpa Fvg mostrano che il picco assoluto si è registrato al momento dell'ingresso del fronte dal Veneto, bersagliando la zona della bassa pianura pordenonese e del confine con ben 1.472 fulmini.

Il sistema si è poi allungato verso est, scaricando 863 fulmini nell'area a sud-ovest di Pordenone e 758 fulmini nella Destra Tagliamento. Spostandosi sulla provincia di Udine, il temporale ha colpito la bassa friulana centrale con 430 scariche e la fascia pedemontana delle Valli del Torre con 484 fulmini.
L'ultimo picco di massima intensità prima dell'esaurimento dei fenomeni (avvenuto intorno alle ore 22) ha interessato il fronte orientale, investendo la zona delle Valli del Natisone e del Cividalese con ben 1.006 fulmini a terra.
Pradamano, la furia del vento: picchi e raffiche di downburst
Rifugiati dietro le finestre o in casa, l’immagine che rimarrà impressa saranno gli alberi spezzati come bastoncini e il rumore delle raffiche di vento. E infatti, terminata la “tempesta”, sono stati proprio causati dal vento i danni maggiori alle strutture e alla vegetazione.
Danni da violenti fenomeni di downburst. Sempre leggendo il bollettino della Protezione civile, intorno alle ore 19 le raffiche hanno raggiunto intensità praticamente distruttive in tutta la pianura udinese.
Il valore massimo ufficiale è stato registrato dalla stazione di Pradamano con un picco di ben 98 km/h. Sempre alla stessa ora, la forza del vento ha toccato i 94 km/h a Cividale T.P. e i 90 km/h nel capoluogo presso la stazione di Udine S.O. (confermano le stime generali dei meteorologi di picchi fino a 90-100 km/h registrati a sud della città). Poco distante, a Cividale del Friuli, l'anemometro si è fermato a 85 km/h, mentre a Lauzacco si sono toccati i 73 km/h.

Qualche ora prima, intorno alle 14, il vento ha sferzato anche le quote montane, facendo registrare una raffica di 87 km/h sul Monte Lussari, mentre nella pianura pordenonese la stazione di San Vito al Tagliamento ha misurato 80 km/h alle ore 18.
Gli effetti sul territorio: allagamenti, fiumi e dissesti
L'impatto al suolo ha mostrato scenari diversi tra pianura e montagna. La Sala Operativa Regionale ha registrato allagamenti significativi che hanno coinvolto direttamente 5 comuni (Arta Terme, Basiliano, Pordenone, Sedegliano e Zuglio), provocando il blocco temporaneo di diversi sottopassi stradali.

Ben più esteso il bilancio dei danni causati dal vento, con ben 12 comuni che hanno segnalato la caduta di alberi, rami o elementi costruttivi (tra cui Udine, Campoformido, Bertiolo, Buttrio, Lestizza, Morsano al Tagliamento, Pavia di Udine, Pozzuolo del Friuli, Pradamano, Premariacco, San Pietro al Natisone e Sesto al Reghena). Si sono registrati crolli infrastrutturali minori in 2 comuni (Camino al Tagliamento e Doberdò del Lago) e 1 movimento franoso principale riattivato dalle piogge a Tolmezzo, in corrispondenza dell'abitato di Cazzaso.

Per quanto riguarda l'idrografia, ben 3 torrenti hanno superato la soglia di attenzione (il Chiarsò a Cedarchis, il But ad Arta Terme e l'Arzino al Ponte Armistizio) e 1 idrometro, quello di Ponte Lovea sempre sul torrente Chiarsò, ha temporaneamente varcato la soglia di preallarme prima di iniziare la decrescita nel corso della notte.

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