Sei Comuni nella Marca alle urne per il sindaco: tutto quello che c’è da sapere
Test per la tenuta del centrodestra nella tornata elettorale di domenica 24 e lunedì 25 maggio, le liste da depositare un mese prima. La sfida più attesa è quella di Castelfranco. Dove si vota e cosa cambia tra regole, ballottaggi e numero dei consiglieri eletti

La macchina elettorale della Marca trevigiana ha innestato la marcia più alta. Con l’avvicinarsi di domenica 24 e lunedì 25 maggio, oltre 63 mila elettori si preparano a ridisegnare gli equilibri di sei amministrazioni comunali della provincia.
Sebbene il calendario fissi la presentazione ufficiale delle liste trenta giorni prima (24 aprile), le manovre e le frizioni interne alle coalizioni stanno già delineando il quadro politico ma le certezze sono ancora merce rara. Mancano poche settimane al deposito ufficiale dei nomi, ma la sensazione è che la vera battaglia non sarà solo tra schieramenti opposti, ma soprattutto all’interno delle coalizioni stesse, in un gioco di pesi e contrappesi, specie nel centrodestra, che deciderà il volto della provincia.
La partita di Castelfranco
A Castelfranco, dopo l’uscita di scena di Stefano Marcon, approdato in consiglio regionale, il Comune vive una fase di commissariamento che non ha però sopito le tensioni.
Quello che sembrava un percorso lineare per il centrodestra si è trasformato in un rompicapo: all’annuncio della candidatura di Luca Pozzobon, blindato dall’asse Lega-Fratelli d’Italia, è seguita la mossa a sorpresa di Forza Italia: gli azzurri hanno infatti messo sul tavolo il nome dell’ex assessore Gianfranco Giovine. Cerca di approfittare il centrosinistra.
Della Pietra ci riprova a Spresiano
A Spresiano la partita ruota attorno alla figura di Marco Della Pietra. Sindaco dal 2015 e volto di spicco di Fratelli d’Italia, Della Pietra beneficia della norma del 2024 che consente il terzo mandato per i centri sotto i 15 mila abitanti.
La sua ricandidatura con una civica di centrodestra è l’ipotesi più concreta, da capire però che cosa abbia intenzione di fare la Lega che all’ultima tornata ha sfidato lo stesso Della Pietra. Il centrosinistra, dal canto suo, resta alla finestra: le valutazioni sono in corso e il quadro non sarà completo prima della fine del mese.
Silea per il post Cendron
Scenario speculare a Silea, dove l’addio di Rossella Cendron (civica), anche lei passata a Venezia in consiglio regionale, ha lasciato il testimone alla reggente Ylenia Canzian. La continuità amministrativa qui ha già un nome: Angela Trevisin. L’attuale assessora sarà la punta di diamante della civica uscente.
Da tenere d’occhio possibili outsider come gli assessori Francesco Biasin e Riccardo Cavallo. Il centrodestra sta cercando di unire le forze e presentare un unico sfidante capace di interrompere il decennio Cendron.
Intreccio Ponte di Piave
Se c’è un Comune dove la politica si fa intricata, quello è Ponte di Piave. Il dopo-Paola Roma (ora assessora regionale) è segnato dalle cicatrici interne alla lista di maggioranza Vivi Ponte. Le tensioni sono esplose negli ultimi giorni di mandato della sindaca uscente, con il ritiro delle deleghe al vicesindaco Stefano Picco in favore di Sergio Lorenzon, attuale facente funzioni.
Questo rimpasto in extremis ha lasciato strascichi e dubbi su chi sarà l’erede designato. Sul fronte opposto, Ponte per tutti osserva il caos avversario preparando la propria proposta, consapevole che la spaccatura della maggioranza uscente potrebbe aprire praterie elettorali.
Vidor e Chiarano
A Vidor si chiude l’era di Mario Bailo. Il sindaco uscente ha annunciato che non correrà per il rinnovo, passando il testimone della Lega alla sua vice, Gianna Vidori, in carica dallo scorso aprile. In ballo potrebbe esserci anche Albino Cordiali, già sindaco, che starebbe valutando il grande ritorno. Fratelli d’Italia osserva con interesse, pronta a rivendicare il proprio spazio.
Infine Chiarano: il sindaco leghista Stefano De Pieri, forte del 43% ottenuto nel 2020, ha rotto gli indugi annunciando la ricandidatura. Qui la Lega punta alla riconferma senza scossoni.
La guida al voto
Il conto alla rovescia per le elezioni comunali è iniziato. Le date sono già cerchiate in rosso sul calendario: i cittadini saranno chiamati alle urne il 24 e 25 maggio, con l’eventuale turno di ballottaggio fissato per il 7 e 8 giugno. In provincia di Treviso, i riflettori sono puntati su sei Comuni, realtà diverse per demografia e tessuto produttivo, ma accomunate dalla necessità di rinnovare i propri organi di governo in un contesto normativo recentemente profondamente aggiornato.
La sfida più attesa è senza dubbio quella di Castelfranco. Con i suoi oltre trentamila abitanti, la città del Giorgione è l’unico comune della tornata a superare la soglia dei 15.000 residenti, fattore che attiva automaticamente il sistema elettorale a doppio turno. Qui la posta in gioco è alta: si eleggeranno il sindaco e 24 consiglieri comunali.

Scendendo nella fascia demografica intermedia, troviamo Spresiano (oltre 12.000 abitanti) e Silea (circa 10.500 abitanti), entrambi chiamati a eleggere il primo cittadino e 16 consiglieri. Seguono Ponte di Piave, con poco più di 8.000 abitanti, Vidor (3.500) e Chiarano (3.000), che eleggeranno ciascuno 12 consiglieri comunali oltre al sindaco.
Il limite demografico
Il sistema elettorale cambia in base alla dimensione demografica. A Castelfranco, l’elezione del sindaco avviene congiuntamente a quella del consiglio, ma con la possibilità del ballottaggio. Se nessun candidato a primo cittadino ottiene la maggioranza assoluta (50%+1 dei voti validi), i due più votati si sfideranno nuovamente dopo due settimane con la possibilità di apparentamento: entro sette giorni dal primo turno, le liste dei candidati esclusi possono ufficialmente sostenere uno dei due sfidanti rimasti in corsa.
Il premio di maggioranza punta a garantire stabilità nel consiglio comunale: chi vince ottiene il 60% dei seggi in consiglio, a meno che non abbia già raggiunto una cifra superiore attraverso il riparto proporzionale o, al contrario, se il consenso complessivo delle liste collegate risulta inferiore al 40%. È un meccanismo che mira a bilanciare la rappresentatività democratica con la governabilità dell’ente.
Per gli altri cinque comuni trevigiani (Spresiano, Silea, Ponte di Piave, Chiarano e Vidor), la procedura è più snella ma non meno competitiva. Qui vige il sistema maggioritario dei due terzi. Ogni candidato sindaco è collegato a una singola lista e viene eletto chi ottiene anche un solo voto in più degli avversari. Alla lista vincitrice spettano automaticamente i due terzi dei seggi disponibili, mentre il restante terzo viene ripartito proporzionalmente tra le minoranze. Un’attenzione particolare va rivolta ai comuni più piccoli, dove spesso si fatica a trovare più di uno schieramento.
In caso di candidato unico, subentra la sfida del quorum strutturale: le elezioni sono valide solo se si reca alle urne almeno il 40% degli aventi diritto. In caso contrario, il Comune rischia il commissariamento, uno scenario che ogni comunità locale cerca di scongiurare.
Il limite dei mandati
L’edizione 2026 delle amministrative sarà la prima a testare pienamente le novità legislative introdotte nel 2024 sul limite dei mandati. Per i comuni tra i 5.000 e i 15.000 abitanti (come Spresiano, Silea e Ponte di Piave), il limite di permanenza del sindaco è salito da due a tre mandati consecutivi. Una scelta che premia la continuità amministrativa in realtà più contenute e dove è sempre più difficile trovare persone disposte a occuparsi della cosa pubblica.
Per i piccoli centri sotto i 5.000 abitanti, come Chiarano e Vidor, ogni limite è stato rimosso: i sindaci uscenti potranno ricandidarsi a piacimento, lasciando agli elettori l’unico e ultimo giudizio sulla bontà del loro operato.
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