Pillon e i suoi ragazzi: profumo di serie A

Il mister: «Adesso sta a noi confermare questa fiducia»
La fiducia c’è. L’entusiasmo anche. Il torpedone del Treviso ieri è partito per Sluderno tra pacche sulle spalle, foto ricordo e cori da stadio: era un po’ che non accadeva. La gente ci crede. Una settantina di tifosi al Tenni sotto il sole feroce delle 15 a salutare un bel gruppo, nuovo e rafforzato, con le potenzialità per fare i playoff. Starà all’abbronzatissimo Bepi Pillon ora plasmare il materiale.


E tirarne fuori una squadra in grado di inserirsi nel discorso promozione: una bella impresa, ma quel che va sottolineato è che nessuno si tira indietro, men che meno Ettore Setten (al quale il digì Giovanni Gardini ha regalato un significativo: «Al presidente dovremmo fare un monumento»): «Lo sforzo è stato notevole, purtroppo nessuno mi ha affiancato economicamente, sono rimasto solo e vi confesso che talvolta non ci ho dormito la notte, ma sono anche onorato di essere il presidente di questa società. Abbiamo centrato tutti gli obiettivi di mercato, sono giunti dei bravi giocatori e vedo un Treviso forte con un ottimo allenatore che abbiamo accontentato in tutto e per tutto. Sono pienamente soddisfatto: io dico che il secondo posto non mi basta». E qui va registrata l’incursione di Giancarlo Gentilini (con lui l’assessore provinciale Paolo Speranzon) con iperbolica e roboante arringa rivolta a due dei nuovi, Trotta e Baccin: «Dovrete sputare sangue e l’anima, la maglia del Treviso non ve la dovrete levare nemmeno quando fate l’amore! Ed anch’io ringrazio Setten, senza di lui qui ci sarebbe il nulla».


La terza incarnazione biancoceleste di Bepi Pillon non poteva iniziare in un clima migliore ma lui, uomo di mondo, sa misurare le parole. «Eh, vincere è sempre difficile però la società è stata bravissima, ho ottenuto ciò che avevo chiesto. Starà a noi adesso confermare sul campo questa fiducia, cercheremo di mostrare un buon calcio e un Treviso competitivo». Cosa chiede a queste tre settimane in quota? «Il ritiro è una base fondamentale, lì avendo la possibilità di stare tutti assieme 24 ore su 24 si cominciano a capire tante cose. Credo che nella prima parte della stagione, vedi la Coppa Italia, non vedrete un Treviso brillantissimo, vorrei che lo fosse invece per il campionato, è quello l’appuntamento più importante. Fra l’altro questo periodo lassù mi servirà anche per schiarirmi le idee su chi resta e chi no, c’è il tetto di 21 giocatori più 4-5 giovani, per cui d’ora in poi farò le mie scelte e dopo il ritiro valuteremo con tranquillità alcune situazioni. Io comunque non guardo in faccia nessuno, se vedo un giovane che vale non esiterò a lanciarlo. Il mio unico interesse è che la squadra vinca, la società da me si aspetta dei risultati e francamente non vedo perché se un ragazzo ha dei numeri non debba lanciarlo».

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