Calcio, la favola di Gerbino Polo, re del gol tra i vichinghi

L’attaccante dopo un passato in Lega Pro ha trascinato il Brommapojkarna in A. Sarà allo stadio per il playoff Italia-Svezia: «I Mondiali? In Russia ci andiamo noi»

TREVISO. Il destino, talvolta, regala traiettorie curiose. Che mai forse avresti immaginato. Luca Gerbino Polo, classe ’87, centravanti di Treviso con trascorsi in Lega Pro, ha scovato l’isola felice in Svezia. Il primo campionato vinto con l’Eskilstuna, poi il record svedese di marcature in terza serie (25 gol in 26 gare) con l’Akropolis. Ora il sogno che si realizza per chi viene dalla gavetta e nei nostri campionati aveva fatto i conti con troppe delusioni: la promozione in serie A (Allsvenskan) con la matricola Brommapojkarna, espressione di un sobborgo di Stoccolma. Sua la segnatura che ha propiziato la festa, 1-0 nell’ultimo turno di Superettan sulla diretta concorrente Dalkurd.

Un trionfo maturato con 3 giornate d’anticipo, dopo un testa a testa con il team di Borlänge. Il terzo gol stagionale in campionato riservato per la gioia più bella. «Sui giornali locali mi hanno dipinto come “l’eroe di Bromma”. Divertente, bella soddisfazione», osserva Luca. La famiglia abita a Santa Bona, papà Luigi è medico: lavorò pure per il Treviso, epoca Corvezzo. Le radici calcistiche fra Ponzano e Conegliano, poi Ravenna, Giulianova e Rimini. Il fallimento dei ravennati, la mancata conferma dei riminesi. La fidanzata Carin, pure lei trevigiana, ha la mamma svedese. «Ci siamo detti: perché non tentare un’avventura all’estero? Perché lottare per sopravvivere in Italia o ritrovarsi in club di medio-basso livello?», riflette il 30enne.

Al quarto anno, la grande chance: il Brommapojkarna allenato dall’ex juventino Olof Mellberg. «Stoccolma è stupenda, vivi bene», racconta. «E al clima t’adatti: pesante il buio d’inverno, ma preferisco il freddo secco all’umidità di Treviso. Siamo il quarto club della capitale, il più grande d’Europa per il vivaio: 4mila giocatori, 200 squadre. A gennaio ho firmato un biennale, qui la stagione va da gennaio a novembre». In attesa di provare l’ebbrezza della massima serie, sarà spettatore del playoff Italia-Svezia che vale il Mondiale di Russia. Italiano di Svezia, con morosa italo-svedese. Come se lo godrà? «Allo stadio, con i compagni. Purtroppo, non nella curva azzurra. Vinciamo noi, ma dovrò esultare moderatamente».
 

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