Liste d'attesa, Marca ancora bocciata
Monitoraggio della Regione sui tempi per le prestazioni «salva» in parte l'Usl 7: le criticità anche per urologia, ortopedia, Ecg, mammografie. Un test su 3 sfora gli standard: calvari per mammografie, radiologie, Tac
Tre mesi e mezzo per un'ecografia ginecologia nell'Usl 7 di Pieve di Soligo, quasi quattro per un ecocolordoppler nell'Usl 8 di Asolo, più di sette per una risonanza magnetica alla colonna nell'Usl 9 di Treviso. Le aziende sanitarie fanno i conti con i punti critici delle proprie liste d'attesa. Se a preoccupare l'Usl di Treviso è soprattutto il settore radiologico, dove per le risonanze non si attende meno di sei mesi, per Conegliano le visite urologiche sforano tre volte il limite dei 30 giorni posto dalla Regione.
A Castelfranco e Montebelluna si fanno i conti con l'affollamento per le risonanze ma anche per la mammografia (sei mesi e mezzo) e la colonscopia (tre mesi). Luci e ombre delle liste d'attesa nella sanità della Marca emergono nella rilevazione regionale del maggio scorso, allegata al piano attuativo congiunto delle tre Usl per il contenimento dei tempi. Il monitoraggio effettuato dagli uffici regionali in base a criteri statistici mette in luce i risultati raggiunti laddove è stato applicato il sistema delle classi di priorità (A-B-C) in base all'urgenza e alla gravità del paziente e i punti neri dovuti all'alta richiesta. Impossibile stabilire quale delle tre Usl della Marca eccelle rispetto agli standard regionali. Considerando i tempi di attesa medi tra gli appuntamenti assegnati dai Cup nelle diverse strutture sanitarie (ospedali e poliambulatori) pubbliche e convenzionate, l'Usl 7 sfora i tempi in quattro prestazioni sulle 46 monitorate, l'Usl 8 in 21 su 60, l'Usl 9 in 24 su 65. La realtà varia a seconda dell'azienda sanitaria, ma anche tra un poliambulatorio e l'altro dello stesso territorio. Una visita oculistica si fa in 22 giorni nell'Usl 7 (media tra i 23 di Farra e del Medical Center e i 19 del De Gironcoli) e in 130 giorni nell'Usl 9 (precisamente in 216 ad Oderzo, 49 di Motta, 150 di Mogliano e 104 della casa di Cura Giovanni XXIII). Soltanto l'Usl 8 applica le categorie di priorità e consente l'appuntamento in 7 giorni ai casi più urgenti rispetto al limite di 10 giorni posto dalla Regione, in 25 ai casi medi (classe B) e in 117 (ovvero quattro mesi) ai non gravi (classe C).
Le categorie vanno specificate dal medico di base o dallo specialista che fa la ricetta. «Spesso - spiega Pierpaolo Faronato, direttore dei distretti dell'Usl 9 - nei centri di prenotazione si utilizzano gli appuntamenti liberi di chi disdice o si riempiono buchi. Per quanto riguarda Treviso Oderzo ci sono criticità dovute alla difficoltà di trovare specialisti, come nell'ecografia ostetrica morfologica, o alla quantità di prescrizioni improprie. Interverremo presto nella radiologia, ma mi sento di assicurare i pazienti. A Treviso e nel Veneto nessuno muore di liste d'attesa, al massimo talvolta si spazientisce». Nell'Usl 9 per una Tac al Ca' Foncello si attende dai 150 ai 160 giorni. Anche la visita ortopedica “doppia” il limite regionali con una coda media di 67 giorni, che aumenta ad 87 al Ca' Foncello e a 104 ad Oderzo, ma diminuisce a 9 all'ospedale di Motta. Radiologia critica anche ad Asolo: per una risonanza magnetica alla colonna il tempo medio è di 143 giorni. La mammografia richiede addirittura 417 giorni all'ospedale di Castelfranco e 249 all'ospedale di Montebelluna.
Argomenti:sanità
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