Le ventiquattr'ore del buon bereFavorevoli e contrari

Fa male e sporca. E' diseducativa e disturba. Non c'è pace per l'Ombralonga, la festa del vino delle osterie di Treviso che ogni anno richiama in città 15 mila persone.
"Tutti ubriaconi" secondo i detrattori della kermesse, pubblico di una manifestazione di successo per gli sponsor. Succede così, che - a tre mesi dal baccanale collettivo che travolge Treviso - la città si divida.
Da una parte, stanno le ragioni dei contrari. Di chi si schiera con il comitato nato per dire basta alla "barbara pratica" e con i residenti esasperati da baccano e sporcizia: "dà un cattivo esempio ai giovani, incita all'abuso di alcol, riduce la città uno schifo". Dall'altra, si sposano le tesi del vicesindaco Gentilini - sostenitore convinto della festa - che dice: "Colpire Ombralonga è come colpire il patrimonio vincolo trevigiano. Il vino non fa male, semmai ti dà la carica per affrontare le fatiche con un po’ di serenità". In mezzo, cominciano ad affacciarsi le soluzioni alternative che mirano a salvaguardare l'appuntamento ma anche l'esigenza di tutelare la sicurezza dei partecipanti contrastando il fenomeno della guida in stato di ebrezza.
Voi che ne pensate? L'Ombralonga dovrebbe essere vietata? Quanto conta la tradizione? Esistono soluzioni per coinciliare diritto alla quiete e divertimento? Raccontate le vostre esperienze e dite che cosa, secondo voi, potrebbe migliorare nell'organizzazione dell'evento. Inviate foto e video.
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