Texano sospettato di uxoricidio resta in carcere a Torino

Corte appello respinge istanza di scarcerazione come chiesto da procura generale e Nordio

(ANSA) - TORINO, 09 GIU - Resta in carcere a Torino Lee Mongerson Gilley, lo statunitense di 39 anni fuggito dal Texas, dove è sospettato dell'omicidio della moglie, e fermato nel maggio scorso al suo ingresso in Italia. Lo ha deciso la corte d'appello di Torino, pronunciandosi sull'istanza di scarcerazione avanzata dall'avvocata italiana dell'uomo, Monica Grosso. Lo riporta l'edizione torinese del quotidiano La Stampa. Secondo i giudici di secondo grado, potrebbe fare il "latitante in Europa" ed esiste un "pericolo di fuga elevato alla massima misura". La corte d'appello ha stabilito che Morgenson dovrà restare in carcere a Torino, finché gli Usa non chiederanno l'estradizione. La procura generale aveva chiesto che l'ingegnere restasse in carcere. Anche il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, aveva chiesto la conferma della misura. Un'istanza fatta, aveva scritto Nordio, "vista la lettera trasmessa dal dipartimento di giustizia dell'Ambasciata statunitense a Roma, con la quale il procuratore distrettuale della contea di Harris afferma che Gilley è accusato di un reato che, in caso di condanna, comporta automaticamente la pena dell'ergastolo, con esclusione nel caso di specie dell'applicazione della pena di morte". L'uomo ha sempre giustificato la sua fuga dagli Usa con il timore della pena capitale. Il trentanovenne era stato bloccato dalla polizia all'aeroporto di Malpensa perché in possesso di un documento contraffatto. In seguito aveva chiesto la protezione internazionale. Al cpr di Torino gli era stato notificato il mandato d'arresto internazionale ed era stato trasferito nel carcere della città, dove si trova da un mese. (ANSA).

Riproduzione riservata © Tribuna di Treviso