Tentò di ricattare una maestra, gigolò assolto in Appello

CONEGLIANO. Aveva rimediato tre anni e sei mesi di carcere per l’accusa di estorsione. Secondo l’accusa aveva cercato di farsi consegnare 5 mila euro da un’insegnate d’asilo, altrimenti avrebbe diffuso le foto dei loro incontri hard. Nicola Tatti, gigolò di professione, non sconterà alcuna condanna. Dopo la decisione del giudice in primo grado, il 32enne di origini sarde, rappresentato dall’avvocato Mariagrazia Stocco, era ricorso in Appello. Il giudice ha derubricato il reato: da estorsione a tentata estorsione. I fatti però risalgono al 2007: oggi il reato è prescritto, Tatti non sconterà nemmeno un giorno di carcere.
Nicola Tatti era stato accusato di estorsione nei confronti di un’insegnante di scuola dell’infanzia del Coneglianese. Tatti, 32 anni, sardo di origini, era accusato di aver preteso 5 mila euro da una maestra d'asilo coneglianese minacciando, in caso contrario, di pubblicare le loro foto a luci rosse. L'uomo, difeso dall’avvocato Mariagrazia Stocco, aveva giustificato la richiesta di denaro come il compenso che gli spettava per le sue prestazioni sessuali. La maestra, invece, aveva sostenuto che la loro era una relazione sentimentale, e che non si esauriva in rapporti a pagamento. Una storia piccante finita con una pesante condanna. Lui gigolò di professione, lei maestra d'asilo in cerca di emozioni forti. Aveva contattato l'uomo in internet e si erano dati appuntamento per una notte di passione. Ma gli incontri erano poi proseguiti. La donna, residente nel Coneglianese, credeva di avere una relazione con lui, e quando lui le ha presentato il conto, circa 5 mila euro, lei si è rifiutata di pagare decidendo poi di sporgere denuncia per tentata estorsione: il gigolò, infatti, la minacciò di divulgare le foto hard dei loro incontri se non avesse pagato la cifra per le prestazioni sessuali. Le immagini poi non furono mai trovate dalla magistratura, ma la maestra ha conservato i messaggi sms che hanno inchiodato il gigolò.
L'uomo, dopo aver presentato una richiesta di patteggiamento – respinta – era stato rinviato a giudizio anche se la 35enne maestra d'asilo aveva rimesso la querela: per il reato di estorsione si procede d'ufficio. Il giudice aveva accolto in pieno la richiesta del pm, condannando Nicola Tatti a tre anni e sei mesi. Incensurato, il gigolò era rimasto libero in attesa che la sentenza diventasse definitiva. Ha presentato ricorso alla Corte d’Appello che ha derubricato il reato in tentata estorsione. Non c’è alcuna prova che il denaro fosse stato versato. Si sarebbe trattato di un tentativo di estorsione dunque che ha messo fine al procedimento penale per intervenuta prescrizione. (s.g.)
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