Salari tagliati e più ore di lavoro Proteste alla Nostra Famiglia

L’istituto vuole il cambio dei contratti dal settore sanità privata a case di riposo I sindacati: «I professionisti più bravi se ne vanno e chi rimane viene sfruttato»
Agostini Conegliano Conferenza Stampa Cisl all'esterno Della Nostra Famiglia
Agostini Conegliano Conferenza Stampa Cisl all'esterno Della Nostra Famiglia

CONEGLIANO

C’è il rischio che lavoratori de La Nostra Famiglia lascino la struttura per il peggioramento delle condizioni contrattuali. La richiesta è di mantenere il contratto della sanità privata e non quello delle Rsa con riduzione di stipendi e aumento di ore. Questo è emerso dalle assemblee sindacali che si sono svolte ieri nella sede di Costa, con la partecipazione di personale dalle varie sedi regionali.

LA PROTESTA

Le strutture di Conegliano, Pieve di Soligo, Mareno, Oderzo e Treviso contano 300 dei circa 500 dipendenti della Nostra Famiglia in Veneto. «In modo totalmente scorretto e con decisione unilaterale, i dirigenti di La Nostra Famiglia hanno confermato di volere passare ad altro contratto, senza dare mai motivazioni concrete. Lo hanno fatto proprio con il rinvio del tavolo nazionale per il rinnovo del Ccnl scaduto ormai da 14 anni – spiega una nota congiunta di Cgil Cisl e Uil - dopo lunghe settimane di incontri e di accesa discussione con i sindacati di categoria, l’associazione ha ribadito la volontà di passare dall’applicazione del Ccnl sanità privata al Ccnl residenze sanitarie assistenziali, con un peggioramento delle condizioni contrattuali ed economiche».

LA SCELTA AZIENDALE

Già a gennaio era partita la protesta poiché era stato comunicata la modifica del contratto interno, che si inserisce nella partita di un contratto nazionale. La Nostra Famiglia aveva evidenziato che la modifica era stata attuata per questione di bilanci, insomma, per far quadrare i conti in una fase non facilissima. “Il bene fatto bene, pagato male”, questo recita uno degli striscioni a caratteri cubitali appesi fuori dalla sede di Costa. «L’eccellenza non si svende ma si difende», è la richiesta dei lavoratori che ogni giorno mettono anima e corpo nella loro attività, per la cura e la riabilitazione di bambini e disabili. Per le organizzazioni sindacali erano presenti i delegati Marta Casarin, Alessandro Peruzzi e Antonio Imbriani.

IL SINDACATO

«I lavoratori sono molto arrabbiati perché ritengono di non essere stati trattati con la giusta considerazione – spiega Marta Casarin della Cgil Fp Treviso - si tratta di professionisti che lavorano nel settore da anni, che hanno sempre lavorato con disabilità importanti». Le trattative sono bloccate e persone che hanno delle qualifiche preferiscono rivolgersi ad altre strutture private dove possono avere migliori condizioni contrattuali. «Diversi professionisti se ne stanno andando da La Nostra Famiglia, dall’assemblea è emerso che forse così fa comodo alla struttura per assumere altri con contratti più bassi – aggiunge la sindacalista - io invece ritengo che dei professionisti danno un servizio e La Nostra Famiglia non può scaricare sulle persone le difficoltà gestionali». —



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