Piangono gli espositori: «Un flop» Quasi in 1.500 negli spazi food

suoni di marca
Suoni di Marca, a conclusione dei tre giorni al parco di Villa Margherita, mostra altrettanti volti differenti. Quello soddisfatto del versante musicale, con un afflusso complessivo di pubblico di circa 2500 spettatori sui potenziali 3000 ; quello altrettanto soddisfatto dei ristoratori (Gastronomia Albertini, TVBurger e Galloway), uniti per la prima volta in un unico spazio, e quello rabbuiato dei commercianti della mostra-mercato, penalizzati dalle difficoltà del pubblico nel riuscire a raggiungere comodamente l’area. Loris Gatto di TVBurger Porta San Tomaso si è fatto portavoce, insieme a Sergio Albertini dell’omonima Gastronomia e ad Alessio Gobin di Galloway: «C’è stata la gioia di aver creato un team di ristoratori per sostenere anche quest’anno la manifestazione. Abbiamo applicato tutte le procedure di sicurezza e la gente ha risposto bene. Certo, non sono state tre serate da tutto esaurito: giovedì e sabato un ottimo riscontro, circa 500 persone, con un venerdì più in sordina». Fernanda Li Volsi, del negozio di abbigliamento vintage di via Salsa, si fa invece testimone del parziale scontento dei commercianti che hanno partecipato al festival. «Non c’è molto da dire, ma si sa che sulle mura il discorso è totalmente differente: più passaggio e organizzazione diversa, maggiormente curata. Il potenziale, a Villa Margherita, c’è: il luogo è bellissimo, ma mal sfruttato. Il problema principale è stato quello del parcheggio, le persone hanno fatto fatica ad arrivare e questo ha avuto una ripercussione negativa sugli incassi. Se penso che ho chiuso il negozio per tre giorni, per stare qui da mezzogiorno a mezzanotte, direi che non ne è valsa molto la pena. Anche se sappiamo bene quanto il Covid-19 abbia scombinato le carte in tavola a tutti». —
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