Barista aggredita finisce all’ospedale

MONTEBELLUNA. La notte brava di due giovani ex giostrai che risiedono a Montebelluna, L. G. e M. G., si è conclusa con una denuncia a loro carico per il possesso di una scacciacani (alla quale era stato tolto il tappo rosso e tagliata la canna per farla sembrare una pistola vera) lesioni personali e minaccia aggravata. Le lesioni sono quelle subite da Giada Corona, la ragazza che gestisce il bar Trinka Ben di piazza Negrelli, che è caduta in seguito ad uno spintone riportando lesioni giudicate guaribili in dieci giorni, le minacce sono invece diventate aggravate perché uno dei due esibiva la scacciacani modificata.
Tutto è accaduto sabato notte, al bar di piazza Negrelli, quando i due si sono presentati con un amico più giovane. Uno dei due ha tirato fuori la pistola e ha cominciato ad esibirla anche se in quel momento nel locale c'eramo altri clienti. All'invito ad uscire dal locale la reazione è stata un violento spintone alla ragazza che è caduta a terra e si è fatta male. A quel punto è intervenuto il compagno della barista che ha fatto uscire il gruppetto, chiedendo l'intervento dei carabinieri. Sul posto si è recata una pattuglia mandata dalla centrale di via Sansovino, i carabinieri hanno identificato i componenti del gruppetto, ma della pistola nessuna traccia. Era sparita. Poi i tre si sono allontanati. Nel frattempo la ragazza, accompagnata in pronto soccorso, ricorreva alle cure dei medici che l’hanno mandata casa con una prognosi di una decina di giorni.
Dopo una mezz'oretta, però, la brutta disavventura ha avuto una a seconda puntata. Il gruppetto è tornato indietro, lasciando perdere il bar, ha proseguito verso la zona sud di piazza Negrelli e verso il viale della la stazione, dove i due giovani abitano. Solo che, mentre stavano camminando, sono stati fermati di nuovo dai carabinieri che hanno proceduto ad una perquisizione personale: è così saltata fuori la pistola scacciacani che uno dei due aveva infilato nella cintola dei pantaloni.
Evidentemente prima l'avevano nascosta poiché sapevano che stavano arrivando i carabinieri, per poi andare a recuperarla senza pensare che i carabinieri non attendevano che questo. Si trattava effettivamente di una pistola scacciacani, alla quale era stato tolto il tappo rosso. Anche la canna era stata tagliata in modo che quando avesse sparato sarebbe uscita una fiammata. Insomma poteva essere scambiata per una pistola vera e propria. Con quella in mano i carabinieri hanno potuto procedere alla denuncia dei due giovani per lesioni personali, quelle riportate dalla ragazza del bar di piazza Negrelli, e per minaccia aggravata, dal momento che la minaccie era avvenuta mentre brandivano una pistola che, modificata, poteva sembrare un’arma autentica.
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