«Autoclavi già pronte Oggi stesso le riempio»
«Finalmente». È la prima espressione di un produttore, Giorgio Serena, di Conegliano. «Ho le autoclavi pronte, domani mattina (oggi per chi legge, ndr) comincerò a riempirle” annuncia brindando con un calice di prosecco. «Mi permetta di tirare un sospiro di sollievo», aggiunge, «perché è dal 2000 che io e altri colleghi sognavano questa nascita. Allora il Consorzio Doc non era neppure nato, ma già immaginavamo che sul mercato avremmo potuto presentarci con un’offerta innovativa».
La famiglia Serena è dal 1881 che è impegnata nell’enologia d’avanguardia. Giorgio rappresenta la quarta generazione, ma in azienda ha il figlio che onora la quinta. «Lasciargli in eredità il Rosé era proprio quello che di più ho desiderato. Mi creda», aggiunge Giorgio, «all’estero non attendono altro. Questa sarà una scossa salutare per tutta l’enologia italiana».
Anche per il Prosecco Docg Superiore? I cugini dicono di sì. «Questo parto, per la verità», ammette Serena, «è stato un po’ travagliato. È durato tre anni, anche se i primi tentativi, molto concreti, li abbiamo incominciati nel 2010».
Qualche sussulto si è verificato solo poche settimane fa, in luglio, con il blitz dei produttori del Prosekar, sul Carso. La mediazione con il Consorzio Doc è stata rapida e fruttuosa, per cui in pochi giorni il decreto ministeriale è approdato alla Gazzetta ufficiale. «Sono sicuro», conclude Serena, «che recupereremo anche quanto abbiamo perso a causa del Covid». —
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Riproduzione riservata © Tribuna di Treviso








